Il Blog della Domenica

Contro Castaldo. Senza se e senza ma

domenica, febbraio 19, 2006

 

IL BLOGDELLADOMENICA INTERVISTA ILBLOGDELLADOMENICA

 

Quanti comunisti ci sono in Italia? E cosa mangiano?


“Comunismo” è una parola che dovrebbe essere sempre messa tra virgolette. Spesso i comunisti nostrani sono piuttosto una paradossale miscela di retorica resistenziale, leghismo localistico e fascismo mascherato. E’ per questo che il bdd ha creato l’etichetta di sinistra metallara: non è il comunismo in senso tecnico, che non esiste più.

 

Allora ha torto Berlusconi quando parla di un pericolo comunista?

 

C’è un pericolo metallaro.

 

Ma come, non stai dalla parte dei deboli?

 

Anch’io penso che la politica debba mettere i deboli nella condizione di rafforzarsi. Il problema è che i metallari hanno un allarmante concetto di libertà, che tendono a riconoscere soltanto al proprio gruppo e non agli altri. Per non parlare poi della stessa esistenza fisica di quelli che percepiscono come il Nemico: basta vedere come hanno reagito a Nassirya, o al caso Quattrocchi, o all’ictus di Sharon.

 

Anche Dario Fo è pericoloso?

 

E’ uno che parla a vanvera. Certo che se le candidature esterne al palazzo sono queste, stiamo freschi.

 

E la patrimoniale?

 

In Italia, la questione-tasse è malposta. Ci si chiede sempre quanto è giusto che lo Stato prenda dai cittadini. Il venti per cento? Il trenta? E con quale progressività?

 

Ebbene?

 

Ebbene un cazzo. Non c’è una cifra eticamente giusta o sbagliata. La domanda va capovolta, e cioè: di quanti soldi ha bisogno lo Stato? E per farci cosa? E’ su questo che i politici dovrebbero fare le loro proposte. Il programma elettorale dovrebbe essere una lista della spesa: ci serve x per costruire nuovi ospedali, y per le scuole, z per la magistratura. Il tutto vincolato ad altrettanti risultati precisi e verificabili.

 

Cosa bisogna fare con gli ordini professionali?

 

Spazzarli via subito.

 

Le norme sul diritto d’autore?

 

Via qualsiasi limite al file-sharing.

 

E la nuova legge sulle droghe?

 

Sono d’accordo che non sia giusto distinguere fra quelle leggere e quelle pesanti. Liberalizziamole tutte.

 

Le coop possono scalare le banche?

 

Per quanto mi riguarda possono fare quello che vogliono. Però è ora di piantarla con il collateralismo fra politica e affari, che è solo una versione meno spudorata del conflitto di interessi berlusconico.

 

Meglio il pubblico o il privato?

 

Meglio la concorrenza fra pubblico e privato.

 

Come Rai e Mediaset?

 

Quello è un duopolio. Occorre invece una gestione democratica (cioè non partitocratica) per il pubblico, e pari opportunità per i privati.

 

Ma nel concreto che si fa? L’Unione non trova l’accordo sulle scuole private...

 

Vale il discorso di cui sopra: le scuole private facciano ciò che gli pare, ma dallo Stato non devono avere un centesimo. Su questo, Rutelli e Prodi devono cedere.

 

Insomma, è vero che l’unico collante della sinistra è l’avversione a Berlusconi?

 

E non è un motivo sufficiente?

 

Ma in politica estera come la mettiamo? Cosa bisogna fare con l’Iran?

 

Bisogna alimentare la blog-revolution. Come gli m-blog hanno spianato la strada agli Arctic Monkeys, così i blog iraniani daranno il via ad un effetto a valanga per la vittoria della sinistra paninara. E gli iraniani cacceranno via gli ayatollah a calci nel culo.

 

I blog risolveranno anche la questione palestinese?

 

Purtroppo non mi pare che ci siano molti blogger laggiù: al mouse preferiscono il mitra. In Medio Oriente la sinistra metallara e filofrancese ha fatto danni notevoli, fiancheggiando il corrotto Arafat fino all’ultimo. E tuttora non riconosce il valore dei passi avanti compiuti da Israele, impedendo all’Europa di esercitare un ruolo politico credibile.

 

Ma Israele sta occupando delle terre non sue, questo è un dato di fatto.

 

E tu guarda che macello è successo nella striscia di Gaza, dopo il ritiro dei cattivoni occupanti. I palestinesi sono allo sbando, devono riuscire a costruire uno stato di diritto e questo dipende da loro: altrimenti quello della Liberazione diventa un guscio vuoto, un mito fine a se stesso. Ovviamente non sto dicendo che la sinistra debba diventare all’improvviso filoisraeliana; ma è come quella vecchia battuta: “se l’ammazzi fai pari”. Ecco, siamo stati talmente sbilanciati in questi decenni che adesso bisognerà remare un bel po’ per mettere le cose a posto.

 

Caruso non condanna i kamikaze.

 

Caruso è un cretino. Ma non fa altro che raccogliere l’eredità di molti padri nobili della sinistra del passato, in particolare i fondatori del Manifesto (basta leggersi cosa scriveva Pintor, ancora negli ultimi anni). E in ogni caso Bertinotti fa bene a candidarlo, perché nessuno è irrecuperabile alla democrazia: il mezzo giustifica i fini.

 

Questo vale anche per i neofascisti arruolati da Berlusconi?

 

Questo vale sempre. Del resto anche noi abbiamo preso nella coalizione uno dei fondatori di An, Fisichella, che peraltro ha sempre goduto di inspiegabile consenso a sinistra. E comunque: se ci sono dei neofascisti in giro, meglio che facciano le loro battaglie in parlamento piuttosto che tramare nell’ombra. Anche se occorre precisare che le inclusioni di Bertinotti a sinistra sono legate a un progetto politico, mentre Berlusconi cerca solo di racimolare qualche decimale.

 

Le vignette su Maometto?

 

Dovrebbero farne di più.

 

Dopo la sconfitta alle primarie, la carriera politica del bdd è finita?

 

Ma non scherziamo, quello era soltanto un assaggio... ben altre sfide ci aspettano: tanto per cominciare, bisogna fare le primarie per la Presidenza della Repubblica. E poi non resterà che sbaragliare la concorrenza dei buffoni di palazzo.

 

Allora, blogger della domenica: sei finalmente al faccia a faccia con il tridente Berlusconi-Fini-Casini, però hai solo due pallottole. Cosa fai?

 

Sparo a Casini due volte.


Un post che ilblogdelladomenica aveva il dovere di scrivere alle 19:56 commenti (1)
paninari e metallari, un blogger alle primarie, no vat

domenica, ottobre 16, 2005


SMASH MY iPROD

L'unico podcast in cui non si parla di Lapo.

Ascolta Smash my iProd del Cane Broccolone.

Un post che ilblogdelladomenica aveva il dovere di scrivere alle 22:05 commenti (2)
il cane broccolone, un blogger alle primarie

domenica, settembre 04, 2005

LA DURA LEGGE DEL GOLPE

Il Comitato di Salvezza Nazionale riprende in mano la situazione, dopo la fugace ora d'aria finestra informativa del Blogger Della Domenica, ricondotto invitato ancora una volta nel Chiosco del Programma a meditare sul da farsi in vista dell'importante scadenza delle Primarie Virtuali (cosa sono le primarie virtuali, ve lo spiego la prossima volta). Chi vi parla è delegato dal Comitato, come del resto Giancarlo Magalli, e non esprime alcuna opinione personale. Che qua in Siberia Italia a nessuno è consentito dare di matto rispetto alla Linea, sia chiaro. Per coloro che fossero interessati alle condizioni psicofisiche di Broccolone, possiamo solo trapelare che come Bossi riprenderà gradualmente l'impegno politico, nel frattempo è monitorato e sedato rifocillato ogni minuto a suon di tavor piadine nel CdP. Vi basti questo.

La congiuntura così come fotografata dal satellite di GoogleMap si presenta assai turbolenta in ambo i poli, ma per quello che ci interessa da vicino può soccorrere la parabola dei compagni revisionisti cinesi, che col loro leader (quel porco di Mao, tanto per) solevano asserire 'grande è la confusione sotto il cielo, la situazione è eccellente'.

Il candidato Prodi entra da Papa e si sta ogni giorno che passa incardinalendo, partecipando con somma perdita di tempo alle schermaglie dei partiti e delle correnti; il partito di maggioranza relativa compie atto di abiezione facendo suonare Kris di MTV prima dei compagni Offlaga alla festa nazionale del suo organo, come documentato dal compagno Lonox, ministro in pectore per le Advance Discografiche; Mastella minaccia fuoco e fiamme salvo riaccucciarsi quando gli garantiranno venti seggi, la Jacuz(z)ia e scorte di viveri per cinque anni al fortino di Ceppaloni. E il candidato Scalfar8, il candidato Scalfar8 che fa?

Non riuscendo ad avvicinarsi al numero utile di firme per la presentazione della candidatura, si vede offrire aiuto dai Verdi, i quali pure hanno in lizza il loro leader (leader?) Pecoraro Scanio, ansioso di stare davanti alle telecamere come e più di un Gabriele Paolini.

Ora, con tutto il battage della stampa radicalchic, del girotondame e di certa blogosfera (ma non di altra: esemplare lo scambio fra Jacob QuattroPass e Simona EustonStation, nel blog del primo), questo parvenu delle primarie rischia di stare fuori?
Non sia mai!
Mi si dirà che il problema riguarda altri e non noi, che essendo in possesso delle firme false della Mussolini (trafugate nottetempo da Enver ed Elrocco mascherati da giochi Preziosi) abbiamo libero accesso alla tenzone del 16 ottobre sotto le arancioni insegne broccolonidi.

E qua sta il punto. Caro Scalfarotto, non è una bella figura quella che stai facendo. Ti proponiamo una soluzione: abbandonare a testa alta il tuo impegno, adducendo a movente l'impossibilità di sfidare i vasi di ferro delle burocrazie partitiche (salvo accettare in corsa l'offerta del seggio blindato alla Camera che le truppe cammellate della Fed ti recapiteranno fra coppa e collo quanto è vero Dio, ché loro ci tengono a cooptare), lasciando così via libera a Broccolone nella conquista dei voti della società civile.

Se non accetti -e domani un nostro emissario sarà a Padova per condurti sulla retta via- potresti avere seri problemi alla deambulazione, nei prossimi giorni. Così mi ha predetto la zingara di Brera un amico legato ad Abramovich. Non lo vorremmo, eh.

Puoi anche controproporre un'alternativa: suggeriamo per esempio la cessione della nostra quota eccedente di firme false della Mussolini, previa telefonata a Fazio, Fiorani, Ricucci, Consorte e Fassino, in modo da farti partecipare alle primarie; in cambio di una tua desistenza verso Broccolone, che al momento debito sarà ricompensata con un sottosegretariato con portafoglio (agli Italiani Nel Mondo) in seno al Governo Broccolone.

Che ne dici, eh? Siamo dei draghi della politica, noi arancioni. Hare hare.

E voi, compagni elettori: magnificate con segnali luminosi (va bene anche una trekking-light illumìna-i-pesciolini) il vostro affetto a Broccolone, che lo rinsalderà nella sua convinzione di salvare il Paese anziché rincorrere attricette sulla spiaggia del Lido, come sta facendo un suo sosia avvistato poche ore fa dai nostri potenti mezzi! Che avere le dàcie davanti alla scritta CAMPARI non è prerogativa del Popolo Lavoratore! Anche se da un abuso pomeridiano di campari nacque tutta l'operazione-primarie del Blogger Della Domenica...

(Entro la giornata, per completare l'informazione di base a cura del Comitato, il compagno Enver Renatovic Trafeghin stilerà alcune inserzioni musicali di Grande Madre Rassìa. Spasiva, karasciò)



Un post che GennadiJanaev aveva il dovere di scrivere alle 17:09 commenti (1)
palloni gonfiati, un blogger alle primarie

domenica, agosto 21, 2005

[CLEARED BY IRAQI CENSORS]

Qui Comitato di Salvezza Nazionale. Comunichiamo l'avvenuta normalizzazione portata a suo termine in seno a codesto spazio web. Chi vi parla è delegato dal Comitato e non rappresenta alcuna opinione personale.

Il dott. Broccolone Cane gode di ottima salute e sta perfezionando i dettagli del programma elettorale ben immerso all'interno del Chiosco Del Programma, dove divora quotidianamente piadine pagine e pagine di soluzioni politiche.

E' da considerarsi falsa e tendenziosa la notizia di un internamento [omissis] a scopo rieducazione riposo: solo bieca propaganda sovversiva, cui si prestano i pennivendoli di regime per gettare discredito e sconforto fra le file del Cambiamento.

E' altresì probabile che al termine della degenza pausa l'aspetto del Broccolone si palesi mutato: è successo anche all'ucraino Yushenko, pure egli recante insegne arancioni, e questo new look l'ha portato alla vittoria.

Inevitabile per il Broccolone fermarsi a fare il punto della situazione coi collaboratori più stretti: in una recente convention sono infatti maturati dubbi tra l'elettorato di base sull'effettivo peso politico del candidato, o meglio su cattivi consigli che ne avrebbero minato le potenzialità di sfondamento. E questo non va bene, no.

Non bastassero i malestri combinati da ambo le sinistre, metallara e paninara. I primi tacciono di fronte all'autodifesa poco credibile di Lula Da Silva, fanno orecchie da mercante alla proposta del loro luogotenente, il laicissimo e anticonformista Nichi Vendola, di intitolare l'aeroporto di Bari-Palese a Giovanni Paolo II, e arrivano addirittura alla balzana idea di candidare uno se non due preti proletari alle primarie. I secondi ormai sono proiettati dentro un immenso Monopoli giustificazionista di ogni scalata, da Consorte a Messner, abdicando al ruolo e ai doveri della politica rappresentativa per cui sono lautamente pagati (tiè, pure l'apologhetto qualunquista).

E' evidente come in questo quadro le candidature che il 16 ottobre si parranno davanti all'elettore e all'elettrice progressisti disorientano non poco; lo stesso Scalfar8, osannato dai media come l'opzione dal basso, appare già uno di loro: per censo e iconografia, se non per lontananza.

Per questi motivi e altri ancora, broccolon* siamo e broccolon* vogliamo rimanere. Pur* e dur*, un azionariato popolare in grado di salvare il centrosinistra dalle pastoie dei palazzi romani e dalle secche ideologiche dei finti innovatori. L'evocazione di Riccardo Lombardi giunge al proposito tempestiva: già nel 1983 -per citare Nilde Iotti ai funerali di Berlinguer- fu egli il primo che, armeggiando col Commodore Vic-20, sentenziò:  "l'alternativa o è blogger o non è". E 'Rinascita' trovava il modo di polemizzare anche allora... la storia sappiamo tutt* a chi diede ragione.

Pertanto, dopo avere accolto con giubilo l'acquisizione di Giulia Blasi alla battaglia broccolona, facciamo nostro il suo disperato appello: Blogger Della Domenica, prenditi i tuoi tempi, e donaci un programma su cui impegnarci allo spasimo, non per convenienza o stanchezza, ma per ferma convinzione che sia l'unica via percorribile.

Intanto il Comitato di Salvezza Nazionale presidierà fieramente questo spazio. E voi, accendete un lume alla finestra per il Cane Broccolone!


(le firme? quali firme? ah... vabbè, tiriamo fuori quelle finte della Mussolini...)




Un post che GennadiJanaev aveva il dovere di scrivere alle 23:56 commenti
paninari e metallari, un blogger alle primarie

domenica, agosto 14, 2005


QUESTE PRIMARIE SONO UNA FARSA

Pensavano di farla franca, ma non ci riusciranno. Questa settimana i servizi segreti della domenica sono pervenuti in possesso di materiale scottante: intercettazioni telefoniche che inchiodano il leader dell'Unione e il suo principale alleato alle loro responsabilità. Già correva voce che tutto fosse combinato ai piani alti, ma ora c'è la smoking gun e non si può voltare la testa dall'altra parte. La vicenda Unipol a confronto è una bazzeccola... adesso ci vuole un codice etico. E per chi ancora non fosse convinto, si riporta di seguito - integralmente - la conversazione in questione.


P: ... sto guardando un attimo... (sorridendo)... 'sto blog...

B: Madonna Santa... no ma qui a parte guarda... la cosa incredibile è questa... perchè quello che i messaggi che è uscito... è un messaggio che più o meno è quello no?

P: (si sovrappone) guarda... non posso parlare adesso... comunque sì...

B: ... pensava lui che uscisse... diciamo così...

P: sì...

B: questo qui ci batte tutti... Romano, dobbiamo fare qualcosa...

P: sì ma c'è poco tempo...

B: so che tu sei sempre informato... oggi alle sei andava il mio collaboratore, tutte le carte...

P: va bene, Fausto.

B: l'importante è che... (inc.le) arriva...

P: vabbé vabbé vabbé

B: allora, senti, ci sentiamo... tu stai bene caro? stai bene... abbastanza...

P: ehm... no... qualche giorno che... no no sono sereno... no no no no... adesso poi insomma... mica vogliamo mollare alla fine insomma...

B: ma no alla fine? no... penso al subcomandante Marcos... all'ultimo...

P: ma poi, voglio dire, meno male che insomma ogni tanto qualcuno prende posizione... anche coso oggi ho visto... mamma mia...

B: io però... ehm... ah, ho visto su televideo...

P: (si sovrappone) senti... tu quando... perchè poi Tonino parte domani mattina eh...

B: ah parte domani mattina... okay, non sapevo...

P: eh...

B: e sta via fino a quando?

P: fino a lunedì sera

B: ah però... ma pensa te... e Alfonso...

P: Alfonso è d'accordo, abbiamo già sistemato tutto...

B: bravo!

P: io l'ho messa (incomprensibile) nell'(incomprensibile).

B: bravo, bravo, bravo, bravo!!!

P: ... il discorso, diciamo, del... Al momento il discorso, dicevo, insomma del derivato, insomma non, non mi sembra che abbia...

B: ... che prend... che sia così dete... determinante, diciamo, ecco...

P: esatto, così determinante. L'importante è che teniamo fuori quel blogger altrimenti ci fa un (omissis) così.

B: eh ecco allora... hai capito? chiama stasera e così poi... vabbè...

P: ... allora stiamo sintonizzati perchè può anche darsi che presto vada lui più tardi...

B: vabbè tu chiama, anche sul tardi, anche le undici, undici e mezza... che prima devo tenere una conferenza sulla lotta di classe... non ci sono problemi...

P: perfetto... chiamo io allora dopo senz'altro... eh...

B: anzi... meglio...

P: sì ho capito il messaggio... (inc.le) là

B: salutami sua eminenza...

P: ... bravissimo...

(si salutano dicendo di sentirsi più tardi).

[1.continua]

Un post che ilblogdelladomenica aveva il dovere di scrivere alle 16:49 commenti (1)
un blogger alle primarie


MAKE SCALFAROTTO HISTORY

GrahamCoxon pone alcune questioni scottanti: dopo il bdd, una fiumana di outsider si sta candidando alle primarie della domenica. Adesso spunta da Londra questo Ivan Scalfarotto, subito sostenuto da uno di quei marchettoni che solo Rep. sa fare. E' evidente che la grande stampa usa due pesi e due misure: spin doctor, qui bisogna pensare alla controffensiva: non possiamo lasciare che il complotto mediatico ai nostri danni ci tappi la bocca. Ci vuole un colpo d'ala, ed ElRocco suggerisce un Mega Concertone di raccolta fondi: io rilancio proponendo come data approssimativa qualcosa intorno a metà settembre (così intanto pensiamo al da farsi).

Fra l'altro il diminutivo vivente ha pure aperto un blog sette giorni fa, e ovviamente lo chiuderà appena perse le primarie. Suvvia, pensateci:affidereste l'Italia a uno che non sa nemmeno mettere un permalink? Attento, blogger d'oltremanica: la blogosfera non è abbastanza grande per tutti e due.

Ma la sfida si combatte anche sul terreno del programma: si può sapere che vogliono i Prodi, i Bertinotti, i Grillo, le fatenude e gli scalfarotti vari e assortiti? Per quanto mi riguarda, dico subito che il programma (anzi, il Programma) della domenica comincia da qui:



Riccardo Lombardi, chi era costui?

Fu il primo prefetto di Milano nei giorni della Liberazione.

Fu quello che sequestrò le industrie del latte per poterne distribuire una quota minima a tutti.

Fu quello che decretò l'arresto di tutti i grandi industriali, compromessi con il fascismo.

Fu uno che preferiva Keynes a Marx.

Fu uno che non si definiva anticomunista ma acomunista.

Fu uno che detestava il "verbalismo rivoluzionario".

Fu europeista quando a sinistra si votava contro il Mercato Comune.

Fu il primo firmatario di questo documento contro la guerra in Vietnam.

Fu quello che polemizzò contro il compromesso storico di Berlinguer.

Fu il leader della minoranza di sinistra del Psi, contro Craxi.

Fu uno che tutti accusavano di presbiopia, perchè vedeva un po' troppo lontano.

Fu quello che teorizzò la necessità di attuare le "riforme di struttura", affinchè cambiassero il punto di equilibrio del sistema.

Fu quello che disse: "E' socialista quella società che riesce a dare a ciascun individuo la massima possibilità di decidere della propria esistenza, e di costruire la propria vita".

Fu quello che in decenni di carriera parlamentare fece una quantità enorme di proposte di legge, e gli furono quasi tutte respinte.

Eh sì, prima che il Psi andasse a puttane (e non solo metaforicamente) la sinistra paninara in Italia era una cosa seria. Un po' sfigata forse, ma molto più credibile dei mediocri carrieristi odierni alla bertinotti. Però adesso bando ai rimpianti, ciò che conta è ridare un po' di dignità a quello che è probabilmente il peggior centrosinistra d'Europa. E tornando dunque alla questione del Programma - entità metafisica che a sinistra è spesso considerata una sorta di Sacro Graal - ricordiamo ancora una volta le parole del nostro amato presbite: "Io non giudico un partito politico dal suo programma, che è come qualcosa di astratto ed esangue, ma dall'atteggiamento che esso tiene in quei due o tre problemi essenziali che si presentano in una fase decisiva, dal risalto, dallo spicco che esso sa dare alle soluzioni concrete dei problemi".

E nel nostro caso, ciò vuole dire innanzitutto una cosa: mai più compromessi (storici o meno che siano) con il democristiano di turno!

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paninari e metallari, un blogger alle primarie

 

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