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Contro Castaldo. Senza se e senza ma
LE DUE POSSIBILITA'
Ho sempre me è il brano che apre Tregua di Cristina Donà.
Esso si regge tutto sulla elementare cadenza I-IV-V. Questa funziona come un canovaccio sul quale sia la voce che gli strumenti imbastiscono il maggior numero possibile di variazioni, per dare l'illusione del movimento. Finché il movimento arriva, ed è uno scarto improvviso: il ritornello, in cui la Donà ripete ossessivamente la frase del titolo, è completamente isolato dal resto. Nulla lo lascia presagire, e del resto non comporta nessuna conseguenza: il pezzo ritorna alla cadenza I-IV-V come se niente fosse successo. Il ritornello viene poi ripetuto, altro isolotto sperduto nel rock-blues amelodico. La coda conferma senza scampo il giro fondamentale, ripetuto fino allo sfinimento, con vocalizzi e a solo di chitarra.
Come una trottola che gira su se stessa, anche questa canzone non sa o non vuole andare da nessuna parte. Ho sempre me viene ripetuto nel ritornello come un mantra, come per convincersi di qualcosa che non ha un vero fondamento. Dopo un po' l'ascoltatore capisce che le variazioni sul giro non hanno nessuna intenzione di acquisire un significato musicale, e quindi ha davanti solo due opportunità: o lasciarsi suggestionare dal mantra, o sbadigliare.

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