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Contro Castaldo. Senza se e senza ma
LA RACCOLTA DI FIGURINE
E' da tempo che volevo fare una confessione: a me la musica non interessa granchè. Almeno a giudicare da questo decalogo:
1. Spendere gran parte del proprio stipendio per comprare dischi.
Tanto per cominciare, non ho uno stipendio. E comunque i soldi non li spendo certo per comprare dischi.
2. Cercare sempre notizie su concerti da vedere.
Ora che ho un po' di amici bloggers, ne approfitto per avere dei consigli per i concerti più interessanti. Ma a parte questo, non mi sforzo molto.
3. Spendere un’altra buona parte del proprio stipendio per andarli a vedere, i concerti trovati.
Per lo stipendio, come sopra. Andare ai concerti almeno è divertente, ma se costano più di 10 euro mi sembra uno spreco.
4. Essere capaci di parlare di un musicista per un’ora di seguito confrontando dischi ed esibizioni e pezzi preferiti e cosa piace di più del suo modo di suonare.
La mia ignoranza in tema è abissale. Ascolto volentieri quello che hanno da dire gli altri, ma difficilmente ho qualcosa da aggiungere.
5. Passare non meno di mezz’ora in un negozio di dischi da quando uno è entrato.
Dipende. Se funzionano le macchinette degli ascolti, posso stare dentro anche un giorno. Altrimenti, mi annoio.
6. Avere la smania di aumentare la propria personale discoteca.
Capitava anche a me, quando avevo quindici anni. Ora per fortuna mi è passata.
7. Avere sempre l’impressione che nella propria personale discoteca manchi qualcosa.
Più che un'impressione, è una certezza. Ma ripeto: i soldi preferisco spenderli per le cose necessarie.
8. Avere sempre l’impressione che devi sapere di più, documentarti, ascoltare.
Ce l'ho! Uno su dieci è un po' poco, però.
9. Nascondere a fatica un malcelato disprezzo per chi la musica la vive come marginale alla propria esistenza.
No, non sono così integralista.
10. Odiare chi dice: "Oh, a me la musica piace tutta".
Chi dice "A me la musica piace tutta" lo fa in genere per rispondere a domande del tipo "Che musica ti piace?". Io stesso non saprei cosa dire.
In effetti, pensandoci, direi che a me la musica piace potenzialmente tutta, nel senso che non ho preferenze di generi musicali. Ogni stile, potenzialmente, dà l'opportunità a un musicista di comporre qualcosa di interessante. Naturalmente ho anche una mia personale idea di ciò che può essere interessante in musica, ed è per questo che non tutto quello che ascolto mi piace. Anzi, gran parte delle cose, purtroppo, mi sembra priva di gusto. Credo sia per questo che in me la pigrizia prevale spesso sulla curiosità.
Però, a modo mio, anch'io sono un appassionato di musica. Anche se questa passione non mi costa quasi nulla, a parte un po' del mio tempo. Sono un parassita? Può darsi. Ma tutto quel poco che penso e che faccio intorno alla musica lo metto a mia volta a disposizione degli altri, e così almeno la cosa è reciproca. Forse, a modo mio, anch'io sono un appassionato di musica. Anche se non ho gli scaffali pieni di dischi. Anche se non mi ricordo nemmeno che strumento suonasse Ornette Coleman. Anche se mi sento davvero distante dalla bulimia musicale che contraddistingue l'appassionato standard. Io continuo ingenuamente a pensare che le cose più belle nella vita sono gratis, e la musica è certamente una delle cose più belle nella vita. Non è utile: è bella. Ma il consumismo ci sta davvero entrando sotto la pelle, se conquista anche l'arte più astratta ed immateriale di tutte. Siamo ben al di là della feticizzazione preconizzata da Adorno: ormai la passione per la musica viene confusa con la raccolta delle figurine. Ed ognuno ha la sua squadra del cuore, che ovviamente non si discute.

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