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Contro Castaldo. Senza se e senza ma
LA POSSIBILITA' DI UN'ISOLA DEI FAMOSI
Make Ruini History, si diceva la settimana scorsa. E Benty segnala una possibile soluzione del problema: spedire Don Camillo sul pianeta rosso. Ma siamo certi che non continuerebbe ad ingerirsi pure da lì?
Ma intanto...
... dopo il politicamente corretto, è nato il religiosamente corretto. La sinistra religiosamente corretta (che è poi quella di Fassino e Livia Turco) si riconosce perchè sul rapporto fra Stato e Chiesa è capace di pronunciare soltanto due frasi fisse: “E’ sbagliato regalare i cattolici alla destra” e “Non ci si può dividere tra guelfi e ghibellini”.
Perfetto: allora regaliamo la sinistra ai cattolici e diventiamo tutti guelfi, così si fa prima. Vai Piero, vedrai che prima o poi una udienza con il Pastore Tedesco la rimedi anche tu!
Ma intanto...
... si è conclusa la rivolta in Francia, nel senso che adesso le automobili bruciate sono appena cento a notte (dunque nella media). Ma che cosa spinge un giovane a compiere questi atti? E’ la domanda intorno a cui si affannano tutti: per fortuna i sociologi ci corrono in aiuto.
“E’ colpa della scuola - sostiene Edgar Morin, padre del pensiero della complessità – non ha più la forza necessaria per trasmettere e far amare la cultura francese”.
“Macché – lo incalza il grande studioso Edgar Morin – è una reazione all’atteggiamento brutale dei poliziotti francesi, tra i quali uno degli insulti più in voga è Sporco arabo”.
“Secondo me – obietta uno dei più celebri intellettuali francesi, Edgar Morin – tutto è nato da una granata sparata contro una moschea, che ha giustificato agli occhi di molti di loro queste rivolte”.
“Non è vero – lo smentisce Edgar Morin in un’intervista a Repubblica – è stato Sarkozy, che ha gettato benzina sul fuoco e che ha dato il via a una a una sorta di terribile festa devastatrice che continua a essere celebrata ogni sera”.
Una festa? “Certo – conclude Edgar Morin – capita che questi giovani devastino tutto quello che gli capita a tiro, ma questo accade solo nei momenti di euforia collettiva”.
Ma quale disperazione: questi francesi sono solo dei gran mattacchioni. Ogni volta che c’è qualcosa da festeggiare, si dà fuoco a una macchina; e per le grandi occasioni, si può anche radere al suolo una scuola elementare!
Ma intanto...
... Raidue ha trasmesso la differita del Premio Tenco. L'insegna luminosa sul palco garantiva trattarsi dell'edizione 2005, anche se la cosa più nuova che si è sentita è Guccini che cantava la Canzone per un'amica.
Ma intanto:
... la Banda dei Broccoloni si amplia sempre più.
Ma intanto...
... il cane broccolone, ancora orfano di internet, si collega durante la settimana dai computer di via Zamboni. Questo gli dà modo di ascoltare le manifestazioni studentesche che passano da lì, e di apprezzarne i sobri contenuti (“COFFERATI PEZZO DI MERDA...”).
Ma intanto...
... scoperta la vera magagna della riforma Moratti: si studia troppo. L'Assemblea nazionale degli studenti universitari, dei ricercatori precari, degli studenti medi ha infatti diffuso il programma delle sue richieste, mettendo al primo punto questa:
Il tempo dell'università deve adattarsi al nostro: vogliamo una radicale diminuzione dei ritmi di studio e rifiutiamo l'obbligatorietà della frequenza. Vogliamo studiare con lentezza.
Ma intanto...
... sciopero generale in Val di Susa: i montanari del luogo non ci stanno ad essere prevaricati. E poi che bisogno c’è dell’alta velocità, quando per decenni i treni a vapore hanno funzionato benissimo?
Ma intanto...
... sinistra paninara e sinistra metallara litigano sulla Coca Cola. I metallari hanno infatti deciso di boicottarla (anche se a dire il vero non sarebbe una novità, sono anni che la bevanda è messa all’indice negli ambienti noglobal), e fa scalpore il caso del consiglio comunale di Torino, che ha approvato un ordine del giorno dove si aderisce al boicottaggio.
Il torinese Suzukimaruti la prende bene: “E’ l'inguaribile sinistra degli idioti”. Bertinotti invece aderisce alla campagna: “Non bevo più coca cola”, è il suo drammatico annuncio. Del resto non è la prima volta che il segretario Prc ricorre a questo strumento di lotta: "Ricordo che quando Chirac avviò gli esperimenti nucleari in Polinesia io smisi di comprare prodotti francesi... evitai per un paio d'anni di utilizzare il volo diretto dell'Air France per Strasburgo" (deve essere stato un sacrificio tremendo, che neanche Gandhi). Comunque, spiega, si tratta di "una battaglia a-ideologica", volta a far desistere un'azienda o un'intera nazione da "comportamenti inaccettabili". E se uno non aderisse? "Penso che chi contesta il boicottaggio dovrebbe ammettere che non gliene importa niente se in Colombia massacrano dei lavoratori".
Perfetto. Visto che il boicottaggio si può (anzi si deve, pena l’essere bollati come complici) applicare anche ad interi stati, sarà una vera gioia vedere Bertinotti che invita a non comprare i prodotti provenienti dall’Iran, dalla Cina, dalla Tunisia, dal Vietnam e da una tutta una non breve lista di paesi dove i diritti umani sono inesistenti. Cuba inclusa. Tanto è un’iniziativa a-ideologica, no?
Ma intanto...
... ricevo questo sms da Daniele:
Stanotte ho sognato che io e te sequestravamo Castaldo chiedendo in cambio a XL un microfono nuovo, un campionatore e un articolo di critica musicale decente.
Caro Daniele, l'ultima condizione dimostra che certi sogni sono troppo belli per essere veri.
Ma intanto...
... si cercano volontari per accompagnarmi a vedere il film di Melissa P. (due disgrazie in una sola serata, che volete di più?)

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