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Contro Castaldo. Senza se e senza ma
BETTER THAN CASTALDO
È un uomo soddisfatto, almeno all’apparenza felicemente risolto e senza lati oscuri. Il Paul Weller che all’indomani della pubblicazione del suo nuovo album As Is Now si appresta ad affrontare un nuovo tour italiano (sarà mercoledì 26 ottobre all’Alcatraz di Milano, il giorno dopo al Vox Club di Nonantola, Modena, e sabato 29 al Teatro Tendastrisce di Roma) è un uomo talmente in pace col mondo da uscire indenne anche da una tinta per capelli dalle sfumature fiammeggianti non esattamente riuscitissima. Curioso il rovesciamento di ruoli: lui che era stato il più raffinato degli esteti, lui che ai tempi degli Style Council (il cui rhythm’n’blues bianco fu di grande successo anche qui in Italia) dettava legge in termini di completi due pezzi, giacche tre bottoni e scarpe italiane, adesso ce lo ritroviamo conciato quasi come un tronista televisivo. Sempre con un tocco di classe, certo: la giacca di jeans verde scuro è griffata Yves Saint Laurent, e la maglietta nera della salute D&G è talmente attillata che in pochissimi - a quarantotto anni quasi compiuti - potrebbero permettersela.
Ma su XL la musica è stata messa fuorilegge? E' così vietato parlarne che anche quando si tratta di musicisti bisogna farlo solo e soltanto in termini di: tinte per capelli non esattamente riuscitissime, completi due pezzi, giacche tre bottoni, scarpe italiane, giacche di jeans griffate Yves Saint Laurent, magliette D&G?
Castaldo profetizzava la Nuova Era della Musica. Forse si riferiva a quella dell'encefalogramma piatto.

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