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Contro Castaldo. Senza se e senza ma
BLOG $OCIALE OCCUPATO.
Olà, inclìti vtenti. Ormai mi canoscete, sono quello con la barba, i chili di sottopeso e il vino facile. In qualità di mandatario del Comitato di Salvezza Nazionale all'introduzione di mp3 in questo spazio precursore e principe dell'italico m-blogging, mi accingo alla mia missione precisando che la selezione settimanale è breve e concentrata su produzioni nazionali; la cagione non sta in un malcelato chauvinisme, bensì nel fatto che bloggando dalla laguna devo dare un occhio al binocolo, per osservare i movimenti -che potrebbero essere maldestri- del Blogger Della Domenica oggi in trasferta nella Terra del Cinema, senza peraltro bloggare Egli -questo pelandrone- da uno dei modernissimi Compaq Presario in dotazione alla sala stampa del Casinò.
Pertanto, se volete sapere qualcosa del live bolognese degli Stars, o dell'avvenenza certificata di Vittoria Puccini, o anche del modo di camminare col passeggino tipico di Bjork -individuata un po' qua un po' là per il litorale come l'araba fenice- dovrete attendere la prossima domenica.
Se invece vi accontentate di fare la conoscenza con due progetti italiani di belle speranze, sappiate che mi sto riferendo ai Lo.Mo. e ai Là-Bas.
I primi -a proposito di fenici- nascono dalle ceneri dei lodati Bartòk, deviando dal primitivo jazz-rock sperimentale a una forma canzone più sobria ma non meno inquieta, giocata per lo più sul pianoforte. Affascinante comunque, il loro 'Camere da riordinare' è uscito per Desvelos ancora ad aprile ma finora poco coperto dai media, a scapito dei meriti limpidi del gruppo. Coordinate possibili sono i La Crus, ma non solo: la produzione impeccabile di Hugo Race offre un tocco noir avvertibile nei suoi stessi Sepiatone. Il sito della band concede lo streaming di 'Dissolversi' ed 'Ellesmere Street'.
Dalla fertile periferia torinese provengono Là-Bas, cantori di storie intime e velatamente meste, senza speranza nè rivolta, e lo sanno fare con una certa qual proprietà. Rockit dedica loro la 'prima scelta' del mese, scomodando paragoni importanti (Belle And Sebastian, avvalorati anche dalla band assieme a Rino Gaetano, REM e cantautori... troppa grazia). Dei tre mp3 esposti dagli autori, si tende a preferire "Io e Gabriella".
Il tutto nella settimana in cui Riotmaker ha deciso di lanciare online la pre-visione di 'Gran Master Mogol', che segna il ritorno degli Amari dopo il fortunato 'Gamera': spendere parole impegnative ci piace poco, ma la sensazione è di trovarsi davanti all'etichetta italiana più significativa dell'anno, se si tiene conto anche del fenomeno-Fare $oldi e del redditizio debutto di Scuola Furano. Quello che Aiuola è stata nel 2004 (sempre grazie a due produzioni gemelle e omogenee, guarda caso), e altre prima ancora, naturalmente. L'etica DIY ("me is my indie label", cfr. Father Murphy) tutta triveneta trova sfogo nell'aggiornamento dei cànoni hip hop e nel suo imbastardarsi col pop e con l'elettronica suonata, chitarre defenestrate che rientrano dalla porta, loops, campioni, fermacampioni e vincicampione. Che dietro il Caffé Borghetti ci sia *vita* (leggere anche le ottime considerazioni di Enzo), lo dice 'Conoscere gente sul treno', trascinante quanto testuale dispensatrice di verità, inno generazionale come altri nel disco. "Ascolto apparente è ascolto importante", "raccoglier-le (parole, ndE) dove sono nate, bucando la finestra in cui poi moriranno", "riconoscere persone lontane, ti ricordano quello che potevi fare": fare, fatto. Fare? Fatto. Fare. Non hai fatto? Fare! Non hai fatto...!
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Alla prossima, baci dalla Regata Storica.

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