Il Blog della Domenica

Contro Castaldo. Senza se e senza ma

domenica, maggio 15, 2005


ABBIAMO SUPERATO IL POSTMODERNO

Finalmente qualcuno propone delle soluzioni alla vecchia questione: what's next?

In ambito letterario il postmoderno sarebbe superato dall'attuale global novel, stando alla teoria di Stefano Calabrese (esposta in Www.letteratura.global):

All'inizio degli anni Novanta in Italia si accendevano e spegnevano interminabili dibattiti sul postmoderno. Inutili, perché nel frattempo il romanzo postmoderno stava morendo e cominciava quel processo di svendita delle sue eredità che sarebbe durato per tutto il decennio: l'intertestualità, ad esempio, fu acquistata a poco prezzo dalla comunicazione pubblicitaria, il double coding dalla satira televisiva. Il vertiginoso incremento della comunicazione e una serie di trasformazioni culturali, editoriali e antropologiche avevano infatti prodotto una forma di romanzo all'altezza della nuova biosfera globalizzata, ove il lettore potesse costruirsi una dimora identitaria quando non c'è piú alcuna convergenza tra un Sé e un luogo [...].

Quasi quasi lo compro. Adoro queste pippe mentali.

Qui invece si illustra una via filosofica (non proprio recentissima), il politeismo dei valori di Max Weber:

[...] l'onestà - che è ciò che davvero importa - sta nella capacità di non trascurare quei dati oggettivi che contraddicono le ipotesi a noi care. Egli sa perfettamente che i fondamenti delle varie scienze poggiano su scelte di valore che non si possono a loro volta dimostrare scientificamente. Il «politeismo dei valori» getta qui le sue radici. Questo fa sì che l'oggettività, che è un presupposto di ogni scienza, dipenda solo dall'onestà intellettuale dello studioso. Non per questo l'oggettività deve venir meno.

Facciamo un esempio pratico: se io dico che il nuovo disco degli Afterhours fa cagare punto e basta, sto utilizzando un criterio monoteistico-fondamentalista per cui assumo che chi non condivide il mio giudizio non capisca nulla di musica. Se io analizzo il disco degli Afterhours in maniera ultrarelativistica - senza dire se è bello o è brutto ma citando Arbasino, Le Corbusier e altre cose che non c'entrano una cippa - sto adottando una procedura postmoderna. Se infine prendo il disco degli Afterhours e formulo il mio giudizio sulla base di alcuni elementi che dichiaro - senza però negare che in base ad altri elementi il giudizio potrebbe essere diverso - allora sto seguendo il politeismo dei valori. Che è quindi una specie di terzismo... oddio, vuoi vedere che è Paolo Mieli il primo ad avere superato il postmoderno?

Un post che ilblogdelladomenica aveva il dovere di scrivere alle 21:27 commenti
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