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Contro Castaldo. Senza se e senza ma
AVANGUARDIE DELLA DOMENICA
Ricevo e (malvolentieri) pubblico il seguente sproloquio, a firma WU-MINCHIA.
Abbiamo scoperto dei nuovi compagni di lotta.
Il cosiddetto 'bastard-pop', divulgato in Italia da FabulaRasa, Ffwd e altri, porta innanzi un'ondata di fervido rinnovamento che infrange l'ipocrisia di chi ancora ritiene valido il significato della parola 'Arte'.
Fino ad ora gli esperimenti di FabulaRasa non sono stati colti in tutta la loro eversività culturale; su questa nebbia di fraintendimenti, il collettivo WU-MINCHIA intende fare piena luce. Non di semplice parodia si tratta, o di furba provocazione esente da contenuti, bensì di una tensione aggressiva rivolta al rapporto arte-società.
Sul piano etico-sociale, proprio gli avvenimenti politici della nostra epoca dimostrano come sia ambiguo ogni concetto di libertà, di civiltà e di progresso. Rivoluzione e reazione tendono a confondersi sempre più, in una pericolosa equivalenza di termini, dove ogni cosa si rovescia nel proprio opposto. La sedicente musica alternativa è pronta in realtà ad essere confezionata e venduta al pari di una qualsiasi confezione di detersivo.
Superato il primo sbigottimento, davanti alle musiche più ostentatamente provocatorie, l'industria culturale - che col crescente perfezionamento dei mezzi di comunicazione ha trovato anche nella musica un ottimo materiale di sfruttamento capitalistico - ha acquistato a scatola chiusa i vari Eminem e Marilyn Manson, immettendoli nel circuito obbligato dei consumi.
Questo contesto rende drammatica la condizione del musicista: fuori dalla relazione intersoggettiva, l'espressione non esprime più, diviene preda di un linguaggio obiettivato, che costringe ad usare frammenti musicali precostituiti, cristallizzati e feticcizzati, che predeterminano la scelta interiore dell'artista e ne paralizzano le facoltà autentiche di espressione.
In ragione di tali constatazioni vanno intese, a nostro avviso, le proposte di FabulaRasa: in esse scorgiamo l'alba del 'Neoclassicismo-pop', che negando in partenza qualsiasi velleità musical-compositiva, è l'unica vera arte della nostra epoca - proprio in quanto non/arte.
Il neoclassicista-pop maneggia la materia musicale in modo inconsulto, stravolgendo pionieristicamente il ruolo che si tende ad attribuirgli: l'ascolto contemporaneo di più prodotti musicali mercificati, ricombinati come per una imprevista mutazione genetica, provoca uno spiazzamento sensoriale, una sospensione di giudizio che è la premessa ad un cambiamento radicale nel rapporto distratto, scontato con la fruizione quotidiana cui la società odierna ci abitua. Questo è l'obiettivo principale di FabulaRasa.
Il più ortodosso conformismo viene apertamente dichiarato attraverso la citazione letterale dei prodotti industrial-musicali: solo in questo modo può essere smascherata la alienante ripetitività della musica odierna. La più banale materia sonora viene dunque intenzionalmente lasciata intatta, senza essere sottoposta ad alcun procedimento nel quale si possa esprimere la narcisistica soggettività del musicista.
I sacerdoti e le vestali del vetusto rito commercial-musicale dovranno fare i conti con questa salutare ondata barbarica - che determina una ricontestualizzazione delle ormai sputtanate icone pop, dalla pornografia emotiva di Eros Ramazzotti alla falsa coscienza dei 99 Posse.
Codesti sbiaditi idoli dell'industria culturale, infatti, continuano impunemente a propinare al pubblico un intruglio ormai putrebondo di formule fossilizzate, bamboleggiandosi nei più esangui rituali della promozione musicale. Giri di do nobilitati da incartamenti sonori pseudo-avanguardistici, modernismi elettronici usati come esca per gli allocchi, giornalisti compiacenti che contribuiscono alla feticizzazione dei più squallidi ed amorfi sottoprodotti musicali; questi i mezzi usati e i modi perpetrati da questo manipolo di industial-borghesotti delle holding musicali internazionali per proporre il Nulla spacciandolo per Qualità.
Il concetto di "pop neoclassico", come punto limite dell'esperienza postmoderna, rappresenta la presa di coscienza di una saturazione del linguaggio musicale, che esige una riduzione per ritrovare la propria autenticità significante, e quindi espressiva.
Constatata l'impossibilità di una qualsiasi opera d'arte 'autentica', i FabulaRasa ne portano avanti la negazione, impegnati a proseguire la missione del M° Mario Fargetta. Il collettivo WU-MINCHIA è al loro fianco, nella ridefinizione dei criteri spazio-temporali della musica.
Wu-Minchia

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