Il Blog della Domenica

Contro Castaldo. Senza se e senza ma

domenica, luglio 20, 2003


AVANGUARDIE DELLA DOMENICA

Ricevo e (malvolentieri) pubblico il seguente sproloquio, a firma WU-MINCHIA.


Abbiamo scoperto dei nuovi compagni di lotta.
Il cosiddetto 'bastard-pop', divulgato in Italia da FabulaRasa, Ffwd e altri, porta
innanzi un'ondata di fervido rinnovamento che infrange l'ipocrisia di chi ancora ritiene valido il significato della parola 'Arte'.
Fino ad ora gli esperimenti di FabulaRasa non sono stati colti in tutta la loro
eversività culturale; su questa nebbia di fraintendimenti, il collettivo WU-MINCHIA intende fare piena luce. Non di semplice parodia si tratta, o di furba provocazione esente da contenuti, bensì di una tensione aggressiva rivolta al rapporto arte-società.

Sul piano etico-sociale, proprio gli avvenimenti politici della nostra epoca dimostrano
come sia ambiguo ogni concetto di libertà, di civiltà e di progresso. Rivoluzione e reazione tendono a confondersi sempre più, in una pericolosa equivalenza di termini, dove ogni cosa si rovescia nel proprio opposto. La sedicente musica alternativa è pronta in realtà ad essere confezionata e venduta al pari di una qualsiasi confezione di detersivo.
Superato il primo sbigottimento, davanti alle musiche più ostentatamente provocatorie, l'
industria culturale - che col crescente perfezionamento dei mezzi di comunicazione ha trovato anche nella musica un ottimo materiale di sfruttamento capitalistico - ha acquistato a scatola chiusa i vari Eminem e Marilyn Manson, immettendoli nel circuito obbligato dei consumi.
Questo contesto rende drammatica la condizione del musicista: fuori dalla relazione
intersoggettiva, l'espressione non esprime più, diviene preda di un linguaggio obiettivato, che costringe ad usare frammenti musicali precostituiti, cristallizzati e feticcizzati, che predeterminano la scelta interiore dell'artista e ne paralizzano le facoltà autentiche di espressione.

In ragione di tali constatazioni vanno intese, a nostro avviso, le proposte di
FabulaRasa: in esse scorgiamo l'alba del 'Neoclassicismo-pop', che negando in partenza qualsiasi velleità musical-compositiva, è l'unica vera arte della nostra epoca - proprio in quanto non/arte.
Il neoclassicista-pop maneggia la materia musicale in modo inconsulto, stravolgendo pionieristicamente il ruolo che si tende ad attribuirgli: l'ascolto contemporaneo di più prodotti musicali mercificati, ricombinati come per una
imprevista mutazione genetica, provoca uno spiazzamento sensoriale, una sospensione di giudizio che è la premessa ad un cambiamento radicale nel rapporto distratto, scontato con la fruizione quotidiana cui la società odierna ci abitua. Questo è l'obiettivo principale di FabulaRasa.
Il più ortodosso conformismo viene apertamente dichiarato attraverso la citazione
letterale dei prodotti industrial-musicali: solo in questo modo può essere smascherata la alienante ripetitività della musica odierna. La più banale materia sonora viene dunque intenzionalmente lasciata intatta, senza essere sottoposta ad alcun procedimento nel quale si possa esprimere la narcisistica soggettività del musicista.

I sacerdoti e le vestali del vetusto rito commercial-musicale dovranno fare i conti con questa salutare ondata barbarica - che determina una ricontestualizzazione delle ormai sputtanate icone pop, dalla pornografia emotiva di Eros Ramazzotti alla falsa coscienza dei 99 Posse.
Codesti sbiaditi idoli dell'industria culturale, infatti, continuano impunemente a
propinare al pubblico un intruglio ormai putrebondo di formule fossilizzate, bamboleggiandosi nei più esangui rituali della promozione musicale. Giri di do nobilitati da incartamenti sonori pseudo-avanguardistici, modernismi elettronici usati come esca per gli allocchi, giornalisti compiacenti che contribuiscono alla feticizzazione dei più squallidi ed amorfi sottoprodotti musicali; questi i mezzi usati e i modi perpetrati da questo manipolo di industial-borghesotti delle holding musicali internazionali per proporre il Nulla spacciandolo per Qualità.

Il concetto di "pop neoclassico", come punto limite dell'esperienza postmoderna, rappresenta la presa di coscienza di una saturazione del linguaggio musicale, che esige una riduzione per ritrovare la propria autenticità significante, e quindi espressiva.
Constatata l'impossibilità di una qualsiasi opera d'arte 'autentica', i FabulaRasa ne
portano avanti la negazione, impegnati a proseguire la missione del M° Mario Fargetta. Il collettivo WU-MINCHIA è al loro fianco, nella ridefinizione dei criteri spazio-temporali della musica.

Wu-Minchia















Un post che ilblogdelladomenica aveva il dovere di scrivere alle 22:30 commenti (6)


Commenti
#1   21 Luglio 2003 - 01:58
 
Io mi dissocio. Basta la parola o devo presentare la mia copia de "Il mio nome è mai più" di Jova-Liga-Pelu?
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ffwd

#2   22 Luglio 2003 - 00:20
 
E fai bene. Lasciamo i Wu-Minchia alla loro follia.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ilblogdelladomenica

#3   22 Luglio 2003 - 13:49
 
Aggiungo che, se il mezzo è il messaggio, con il bastardpop il messaggio si fa mezzo, in una riconfigurazione dei significanti che, ostracizzati dal contesto originale di "popular", convergono in una nuova poetica che si fa politica, e in un' estetica che si fa estatica. Così la musica, dalla sua attuale posizione di omologatrice delle masse, ritorna al suo originale ruolo di divinizzazione della trance. Fuori(g)rotta
utente anonimo

#4   23 Luglio 2003 - 13:54
 
il mio nome è deja-vu.il già sentito riacquista senso grazie al collettivo fabula rasa.saluto l'amico magis e l'amico jackthepump e li ringrazio per il servigio che offrono con i loro attacchi terroristici culturali.Perche fin quando Ramazzotti sarà un cantante da bere e Piero perde il Pelu' ma non il vizio(di cantare e di dire stronzate)...avremo bisogno di voi ragazzi.Uinnidepu' da Verona vi abbraccia e vi vuole bene.
utente anonimo

#5   26 Luglio 2003 - 12:49
 
il mio nome è Eriquez Chezzi e l'arte la lascio volentieri nei barattoli. Nella veritiera contestualizzazione sopra illustrata non possiamo non denunciare il rischio di vedere una nuova forma di idolatrizzazione di un non meglio precisato "Neoclassicismo Pop". Invece vogliamo sottolineare maggiormente come l'eversione della pratica bpop sia nel prendersi quello che l'industria musicale vuole blindare con leggi liberticide quali il copyright , impedendo di fatto ogni processo/pratica creativa.Il successo del Bpop sta nella pratica, questa si rivoluzionaria, orizzontale e di massa, di riappropriazione dell'immaginario Pop, ma soprattutto è nella sua diffusione democratica ai danni dei Padroni Della Musica spaventati esclusivamente dalla mancata capitalizzazione dei loro profitti e la cui unica preoccupazione è inglobare le "nuove forme d'arte". l'"arte" è sempre merce!! il mercato è il terreno dello scontro, liberiamo la gestione monopolistica e vampira del Mercato trovando nuove strade per nuovi soggetti nella produzione e nella diffusione, il resto già esiste e da tempo. Invece mi appaiono pompate e dispersive le sperticate lodi teoriche su un concetto fumoso e sterile come popneoclassico : punto limite dell'esperienza postmoderna,negazione di autenticità, espressività etc concetti già in uso a suo tempo per il cut up,house, hip hop e chissà che altro ancora subito inglobati e resi quasi sterili dalle Multi.Orsù Lavoratrici e Lavoratori dell'Immaginario non perdiamo energie nell'innalzare idoli o nello scagliarsi contro feticci che in un futuro non lontano potranno avere le facce abbronzate dei Fabula Rasa e F.R.E. a TRL live: l'avanguardia nell'arte è seplicemente la futura merce "cool" per le hitparade.Muoviamoci al grido di 1,100,1000 copie!! riempiamo la rete, infettiamo il filesharing,regaliamo i dischi, boicottiamo le hitparade. concedetemi ora la giusta difesa al compagno Eros Ramazzotti partito veramente dai bordi di periferia, arrivato al successo con la stessa canzone declinata in modi leggermente diversi, ben conscio della lezione dei fratellini di Portorico, il cui unico e prossimo scarto sarà l'autoproduzione. Eriquez Chezzi,maestro di delta tai chi presso il centro esoterico musicale "Barrio Rumbeato y Regiz" Nueva Guayaquil City, lider del Partido P2P Internazionale.
http://kufu?.splinder.da.ru utente anonimo

#6   25 Luglio 2005 - 16:57
 
quanto hai ragione...ma io mi chiedo chi
è il lupo e chi è l'agnellino.
se la colpa è di questi industriallotti
musicali, o di questi pseudo-avanguardisti musicali
la cosa certa è che siamo tutti delle
vittime di cotanto squallore musicale
utente anonimo

Commenti
 

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