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Contro Castaldo. Senza se e senza ma
KURTIS, L'ULTIMA "MARAVIJA" DEL SOUL
Il suo primo album, nel 1996, fece gridare al miracolo: critica e pubblico si trovarono concordi nel riconoscere in Kurtis Maravija il nuovo Steve Wonder, che scriveva un nuovo grande capitolo nella storia del Soul, entrando di diritto nel firmamento della Buona Musica. Il suo caratteristico falsetto, insieme dolce e selvaggio, è come un richiamo della foresta ricco di significati: un'invocazione alla pace, un grido di angoscia che si è imposto subito come il simbolo dell'ultima generazione.
Poi, sulla vita di Kurtis Maravija è calato il buio. Il mal-di-vivre ha gettato l'erede diretto di James Brown in mezzo a una strada, che è il destino di tutti gli uomini liberi che non vogliono accettare compromessi. Una storia di amore disperato con una top model ha fatto il resto: Kurtis Maravija sembrava sull'orlo della perdizione definitiva, in un vortice micidiale di droga, alcol e vita maledetta. Ma la Buona Musica lo ha salvato, e oggi Maravija ripete il miracolo, entrando in una Nuova Era. Sempre più ispirato e innovatore, al confine fra sacro e profano, fra la ribellione e l'accettazione, oggi il pubblico è finalmente pronto a tributare a Kurtis il successo che egli merita. La sua ultima hit, I just typed your name on google (and love was the first result) rappresenta un vertice assoluto, uno dei capisaldi della black music di tutti i tempi, a diretto contatto con lo spirito di Hank Williams e Jimmy Hendrix. Kurtis sempre più si proietta nell'universo dei grandi della Buona Musica, con la sua formula modernissima e sensuale, un laboratorio in costante movimento, sempre all'inseguimento di nuove invenzioni come un ghepardo della creatività, un'antilope della poesia, un profeta (ora non più incompreso) della cultura rock. Una fulminante miscela di sesso, energia e suoni neri alla quale tentare di resistere è impossibile, perchè il suo stile è un insieme di tradizione e sperimentazione, che nasce dalla vita vissuta e rimbalzerà dovunque si ascolti la Buona Musica. Era almeno dall'ultimo disco dei Fritto Misto che non si sentiva un prodigio del genere.

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