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Contro Castaldo. Senza se e senza ma
MAURIZIO COSTANZO BLOG
Non è che qui si parla solo di m-blog perché ci si vuole chiudere nella solita nicchia indie. Personalmente, mai come adesso io sarei interessato al weblog come cane da guardia del giornalismo, come mezzo democratico di sorveglianza intellettuale e tutti quei bei discorsi esaltanti sulla rivoluzione dei nuovi media.
Sarebbe certo consolante mettersi a navigare nella blogosfera e trovare qualche parola – non necessariamente sensata, ma cavolo, almeno provarci – sull’Ucraina, sulla manovra finanziaria, su qualsiasi argomento che non sia la famigerata traduzione del titolo di un film. Mi ricordo che in altri tempi QuintoStato fu messo in croce perché auspicava il monopolio dei blog “di qualità” rispetto alla fuffa. Oggi la situazione è cambiata, ed è la fuffa ad avere tendenze egemoniche. Sì, la Fuffa - che non è una fuffa qualsiasi, come dire: sono stanco, ho avuto una giornataccia, mi metto al computer e scrivo due cazzate. Magari. No, questa Fuffa è un mostro bene organizzato, ha delle strategie di combattimento che neanche Mao, e mira alla soppressione scientifica di qualsiasi traccia di opposizione culturale. La strategia è a tenaglia: da un lato si liscia il pelo al lettore, per assicurarsi la sua complicità. Lo si fa sentire però leggermente inferiore, secondo la regola: “io ti metto a conoscenza di un po’ di cose che so, ma solo un po’. Perché non sei come noi, tu povero rifiuto umano non potresti mai capire certe cose. Ma dirò solo una parola e tu sarai salvato”. In questo modo l’élite si impone, e viene infine fatta trionfare con l’emarginazione sistematica delle forze di opposizione. Questa è infatti una Fuffa egemonica, gramsciana, totalitaria, e in quanto tale non contempla l’esistenza del diverso. Per chi prova ad avventurarsi sul terreno della sfida al regime culturale, il bollo della spocchia e della presunzione è subito pronto. Per questo l’ORGOGLIO SPOCCHIA di pochi cialtroni è così amabile e vitale. Ma appunto, isolato e in fondo impotente, come un messaggio in una bottiglia.
Qualche giorno fa ho avuto un deprimente scambio di mail con Luca Sofri; questi mi spiegava che il concetto di m-blog non ha senso, perché a suo dire è come fare un blog che ospita solo foto di galline e chiamarlo “g-blog”.
Invece il discorso va rovesciato: a giudicare dai risultati il concetto di m-blog funziona benissimo, è al contrario quello del blog generico – almeno in Italia – a zoppicare sempre più.
Ma insomma, ci rendiamo conto di quanto la situazione sia schifosa? Copernico è di là da venire e l’universo ruota attorno a Macchianera: nome peraltro alquanto appropriato per un delinquente la cui attitudine egemonica costanzizza l’audience, intrattenendola con la sua calcolata miscela di umorismo becero e pseudoimpegno politico (quanto basta perché il lettore possa sentirsi superiore alla media, esattamente come accade quando guarda L’isola dei famosi). Un salotto nel quale l’élite accede per celebrare se stessa, mentre i commenti funzionano da perfetto applausometro.
A conferma di quanto il nostro sia un paese di merda, gli italiani sono riusciti a riprodurre – nel far west comunicativo della blogosfera – la stessa situazione di monopolio berlusconiano dei BigMedia, una situazione in cui naturalmente il monopolio è in mano ai più illustri furbastri verbali in circolazione. Acrobati perennemente in bilico sul vuoto mentale, intrattengono il lettore dicendo esattamente quello che il lettore vuole sentirsi dire, in un circo senza fine dove conta solo l’abilità di zompettare come saltimbanchi fra i più disparati campi dello scibile - senza peraltro conoscerne alcuno. Il mostro della Fuffa non va mai troppo in alto, e non va mai troppo in basso: la Fuffa non insulta, non polemizza se non contro i bersagli più scontati (che siccome c’è il regime, sono Berlusconi, Bush eccetera), non dice parolacce o comunque si controlla, non fa insomma nulla di sconveniente, non esplora delle strade poco battute con il rischio magari di trovarsi in un vicolo cieco. Ed è per questo che la Fuffa totalitaria non sbaglia mai, non cade mai, e non delude mai. Vale nei blog, come fuori dai blog. E nell’Italia di oggi bisogna essere molto visionari per pensare che sia ancora possibile sfidare l’egemonia culturale del fuffamente corretto (paradossalmente l’unico è Ferrara, perché si appoggia sulle spalle del potere e quindi non ha bisogno di corteggiare il pubblico). E se qualcuno vorrà farlo dovrà usare armi linguistiche poco convenzionali, perché l’egemonia è in primo luogo linguistica e una cosa è certa: se parli come loro, se utilizzi i loro miseri trucchetti dialettici, hai già perso la sfida. Perché SEI come loro.
Ci avevano promesso che la libertà comunicativa sarebbe stata un’altra cosa. Ci avevano promesso che il blog avrebbe portato – oltre al necessario sollazzo cazzone da dopolavoro – la possibilità per il popolo di mettere sotto torchio il Regime dei grandi media. E invece si è costruito il regime dell’idiozia. Urbi et orbi, maledico allora tutti i blog che hanno fatto del loro peggio per confermare l’Italia come estrema periferia del globo culturale (senza contare che prima o poi qualcuno di loro a forza di fuffare troverà anche il modo di portarsi a casa la pagnotta). Ed auspico che il weblogging italico, come l’abbiamo conosciuto fino ad oggi, sprofondi allegramente all’inferno.
Nell’attesa però il Maurizio Costanzo Blog regna indisturbato: la torta appartiene a loro. L’unica cosa che possiamo fare è prendere degli altri ingredienti, e cucinarci la nostra piccola torta: con gli m-blog, con il podcasting, o con qualsiasi diavoleria ci si possa inventare per marcare una discontinuità. Scoprire un nuovo far west, che stavolta saremo noi a gestire.

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