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Contro Castaldo. Senza se e senza ma
LO ZEN E L’ARTE DELLA MANUTENZIONE DELL’M-BLOG
Ora che - grazie alla riduzione delle tasse - abbiamo risolto tutti i nostri problemi economici, avremo più tempo per sollazzarci con gli m-blogs (e visto che non sono più cool come un tempo, è ancora più piacevole). Cominciamo dagli Styrofoam, che si possono ascoltare su Fatplanet col remix di Casio dei Tristeza.
Ma lo scoop della settimana è di Scenestars: due pezzi dal misterioso nuovo disco di Fiona Apple. Che è in effetti un album fantasma, perché esiste, è pronto da un pezzo, ma nessuno lo può ascoltare perché la casa discografica lo ha bloccato. A giudicare dai brani qui anticipati (Better version of me e Extraordinary machine) non c’è davvero nessun motivo per tenere questo disco a marcire su uno scaffale. La Fiona Apple sembra guardare al passato, esplorando le due facce del blues: quella chiamiamola demoniaca e quella leggera alla tin pan alley.
Sull’onda (anche) di questo post si sta scatenando la campagna Freefiona per chiedere alla Sony/Epic di fare uscire finalmente l’album. Anche perché credo che a nessuno possa sfuggire l’orwellianità della situazione: nel nostro libero mondo occidentale, c’è una bella casta di burocrati che – manco fossero funzionari del Pcus anni ‘50 – decidono quello che il pubblico ha il diritto di ascoltare e quello che no. Ma faranno i conti con noi. Ah, se li faranno…
Sullo scandinavologo It’sAtrap si ascolta, fra l’altro, April and may di David Frindlund e Goodbye again or di Peter, Bjorn and John. Fridlund, già conosciuto come leader di David & the Citizens, si approccia al debutto solista, Amaterasu (12 dicembre). Peter, Bjorn and John sono già familiari ai lettori della domenica, per via del popgioiello It beats me every time.
Ultimamente però l’indie scandinavo è stato sorpassato in fichitudine dal Canada. Che cos’hanno infatti in comune gli acclamati Arcade Fire, i discendenti dei New Pornographers, i Broken Social Scene (con relativi progetti paralleli), e poi ancora Unicorns, Hidden Cameras, Death From Above 1979, Pink Mountaintops, Manitoba echissàquantinedimentico?
La so: fanno tutti cagare!!!
Ma no, dai, non è vero. Comunque ci deve essere un complotto per spingere qualsiasi roba venga da quelle parti (si teme un revival di Bryan Adams…).
E ora, da Vancouver, le punkgemelle Tegan And Sara. Ascoltale su 3Hive.
MysteryAndMysery invece introduce gli Exes And Ohs e il loro electro-pop. Un paio di pezzi dal loro prossimo album: Alive until saturday night e This and other distancies.
Il NYObserver racconta vita, morte e miracoli di Pitchfork, l’indiebibbia che nel giro di qualche mese conoscerà un profondo restyling. (via). L’articolo in questione però le spara un po’ grosse: ad esempio, attribuisce totalmente il boom degli Arcade Fire alla fragorosa (9.7) recensione pitchforkiana. Questa è in effetti una grossa cazzata, perché gli Arcade Fire il botto l’avevano fatto ancora prima di uscire nei negozi (grazie soprattutto alla mobilitazione in massa degli m-blogs, che per gli AF hanno perso la testa all’istante). Pitchfork in quella occasione è arrivata buon’ultima - e per quel che conta fa fede anche l’archivio della domenica, nel quale si può ripercorrere la vicenda sin da quando circolava il promo.
Vedo del resto che i pitchforcaioli sono piuttosto presenzialisti in questi giorni, e fanno anche una capatina proprio sugli m-blogs: ecco infatti che il managing editor (che?) Scott Plagenhoef va ospite a Stypod e mette su un po’ di musica: Heaven knows dei Flatmates, I’ll still be there dei Razorcuts e Clearer dei Blueboy. Io non ne conosco neanche mezzo.
Ma lo sai che è quasi natale? No? Come pensi di sopportare l’invasione delle canzoni di zucchero e simili? Prova ad ascoltare il Christmas Indie Mix, gentilmente offerto da MoreCowbell e zeppo di canzoncine natalizie provenienti da Raveonettes, Death Cab For Cutie, Flaming Lips eccetera.
Su CowboyTrance si suona Long way to go di Gwen Stefani, fatta in collaborazione con Andre degli Outkast. Kitsch quanto volete, ma a suo modo coinvolgente (se riuscite a non vomitare per quel finto pianoforte a coda iper-riverberato sopra la drum machine). In questo suo album di esordio, la Stefani si è posta l’obiettivo di “ricreare la sonorità di un mixtape degli anni ‘80”.
In quest’altro post invece Monkey to man di Elvis Costello, dal nuovo album The delivery man.
Martedì scorso si è tenuto a NYC il primo m-blog party, con Fluxblog e Stereogum a fare ballare gli astanti. E noi, non si fa niente?
Nel frattempo, Fluxblog (che ha cambiato indirizzo) viene addirittura citato su GQ Magazine di dicembre, come un “Do not miss”.
Solita standing ovation per ClapClapBlog, che analizza da par suo altre due canzoni dei Fiery Furnaces: Chief inspector blancheflower (ehi, una delle mie preferite) e Spainolated. Io non ho più parole per questo qui: ma chi è? ma come fa? E’ un pazzo? E’ un genio? E’ un blogger?
Ascolta Spainolated (live) dei Fiery Furnaces.
Per quanto riguarda i Fiery Furnaces, c’è una novità: il 24 gennaio se ne escono con un ep (intitolato tautologicamente EP). Sempre più stakanovisti.
Sull’ International House Of Pussy puoi ascoltare Stereau warm-up di Miss Piggy, da un vinile dell’82. ClapClapBlog elenca i motivi che la rendono imperdibile:
1) The part in the intro where she inexplicably sounds like Homestar Runner. ("...maybe blow out your noiseulator thingy.")
2) The EQ shoutouts being oddly exactly like what DJs still do.
2a) The way she tries to get a deep voice on for when she says "bass." Sounds kinda evil.
3) "Wimpy-type music." And the need to warmup your stereo as a result of it.
4) Dolby! Awesome.
5) The music. Very good, actually.
Scusate se parlo ancora di lui, ma questo post è decisamente da leggere. Si spiega perché puntare sull’effetto Michael Moore (o Eminem) per vincere le elezioni Usa è stata una cazzata: perché i contenuti politici sono stati presentati in tutto e per tutto nella forma dell’intrattenimento. Fuck bush è stato trasformato in uno slogan alla stregua di un Let’s get the party started o nel corredo di un’incursione alla gabibbo - in questo modo svuotando il messaggio politico e degradandolo ad intrattenimento puro.
Ma il pubblico non mischia politica e intrattenimento, come la tendenza del politainment presumerebbe. Nella testa del pubblico (e giustamente, aggiungerei) è sempre politica VERSUS intrattenimento: dunque, nel momento in cui il fuck bush viene fatto entrare nella categoria intrattenimento, psicologicamente è già uscito dalla politica. Pensare che tramite l’intrattenimento si potesse fare politica è stata una illusione oppiacea pagata a caro prezzo (ed è triste constatare come con gli oppiacei c’è sempre qualche furbacchione che trova il modo di portarci a casa la pagnotta).
Ma veniamo a un po’ di good news. Sembra che, alla faccia della società fascioliberista, il copyleft stia prendendo piede anche in musica. TTIK segnala ad esempio la nuova etichetta Opsound, che pubblicherà dischi sotto una licenza CreativeCommons e farà ascoltare tutto online (fra cui la prima uscita che è quella di CatalpaCatalpa). Ma c’è anche di meglio: se lo chiedi via mail agli artisti (catalpacatalpa@hotmail.com) quelli ti mandano le singole piste dei pezzi, e così tu li puoi remixare. Avanti, cosa aspetti?
La pratica (mi auguro) rivoluzionaria della cc è fatta propria anche dalla Positron. E qui c’è anche un remix contest: scarica il Perdition Remix Kit e remicsa Perdition dei Micronauts. Però bisogna sbrigarsi, che c’è tempo solo fino al 6 dicembre. (via).
E naturalmente la svolta per la cc è stata la pubblicazione del cd di Wired. Ascoltalo adesso, se te l’eri perso.
Sedicezimo emmepitrone di Pop77: ascoltalo qui. Featuring Frank Black, Styrofoam, Yeah Yeah Yeahs, Bloc Party, MIA, Diplo eccetera.
Come al solito su TheTofuHut c’è di tutto di più, fra cui: una rarità del defunto Ol’ Dirty Bastard (sigh) e un’intervista al prode MysticalBeast. E se non è troppo tardi, recupera lo speciale grime (18 novembre), dedicato a questa sorta di sottogenere dell’hip-hop di cui tanto si parla. Ben quattro pezzi da ascoltare. E per ulteriori approfondimenti sul tema, leggi questo articolo intitolato The DIY bedroom music revolution.
I ragassuoli di IndieMp3 hanno lanciato questo m-blog. Poco da leggere e molto da ascoltare (in questi casi tanto vale mettere il link direttamente all’mp3): Flying di Neulander, Unlucky day di the Frenchmen e On parade di Electrelane.
Un altro nuovo m-blog: ImprudentMarriage. (via). Da vedere anche Turquoise days. (via).
Ascolta The sun it shines here e Hip hip di Hurrah!
Fra gli spaghetti m-blog, ho scoperto da poco MisericordiaDisseroIgrilli: che è anche l’unico italiano ad essere entrato nell’M-BlogAggregator. (via). La famiglia si espande.
E oggi concludiamo con SaidTheGramophone, che suona Is a woman dei Lambchop. Peace & love a tutti.

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