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Contro Castaldo. Senza se e senza ma
SE I RAGAZZI DI OGGI NON SONO PIU’ QUELLI DI UNA VOLTA
di Marco Lodoli
[Con questo post inizia la collaborazione di Marco Lodoli con Il Blog Della Domenica].
Entriamo nella classe di una scuola di periferia di una grande città romana di cui non rivelerò il nome. Il professore vorrebbe interrogare un’allieva su un racconto di Maupassant, niente di difficile, vorrebbe solo chiederle l’autore e il titolo. “Ma vaffanculoâ€, mi gli risponde l’allieva. Il professore allora prova a interpellare la sua compagna di banco, che però si rifiuta tassativamente di farsi interrogare: “Non ho voglia. Non mi va di soffrire. Oggi nessuno vuole più soffrire, non se n’è accorto professore? Ma allora è proprio rinkoâ€, gli dice la studentessa. Insomma, l’allieva (che ha i jeans a vita bassa e il piercing all’ombelico, come tutte le ragazze di oggi) si rifiuta tassativamente di farsi interrogare, non ci pensa proprio di alzarsi e rispondere. Il professore si chiede il perché di questa sua decisione. Non ha studiato, non ha voglia, ha le sue cose?
Medito Il professore medita attentamente sul significato delle parole della studentessa, e alla fine comprende: quello che gli ha detto la studentessa è il simbolo della nostra società . I ragazzi e le ragazze di oggi infatti non sono più capaci di soffrire, non vogliono stare male nemmeno un minuto. A noi ci avevano insegnato che non c’è rosa senza spine e che ki non risika non rosika, mentre i ragazzi di oggi vogliono tutto e subito, vogliono solo divertirsi senza sgobbare. Ah, i ragazzi di oggi. “Anime nella città â€, come canta il loro idolo Eros Ramazzotti. Anime ingenue che purtroppo non conoscono il significato della sofferenza, perché i modelli a cui sono sottoposti sono quelli del Grande Fratello e delle veline. Anche i quattro studenti che hanno allagato il Parini probabilmente erano vittime di questi falsi miti, che li inducono a cercare facili e illusorie scorciatoie. I ragazzi del Parini in fondo volevano solo evitare di soffrire, perché sapevano che il compito in classe di greco per loro sarebbe stata una sofferenza: in un certo senso quindi è la società che li ha portati a compiere quel gesto. In fondo non è colpa loro e bisogna capirli: non volevano soffrire, esattamente come la mia studentessa che non ha voluto farsi interrogare. Ecco la verità centrale della nostra civiltà : quegli studenti l’hanno compresa assai prima del professore. Ah, questi ragazzi, così diversi da me quelli degli anni ’70. Loro non hanno più ideali, gli piacciono solo i soldi, mentre una volta c’erano Che Guevara, Ho Chi Minh, Marylin Monroe e la lambretta rossa, noi sì che credevamo in un mondo migliore. Portavamo l’eskimo e la barba, mica andavamo in giro con le chiappe di fuori come queste puttanelle! avevamo dei grandi ideali ed eravamo disposti anche a soffrire per realizzarli. Ah, purtroppo i ragazzi di oggi non sono più così. Loro sono esposti a troppi modelli negativi e falsi miti, quindi un po’ è colpa di noi adulti se i ragazzi di oggi sono così. Bisognerebbe cambiare la società , e allora anche i ragazzi di oggi sarebbero migliori.

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