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Contro Castaldo. Senza se e senza ma
A TEMPI NUOVI, SATIRA NUOVA
Ho comprato il primo numero di Par condicio, questo strano giornale diviso in due metà – una di destra, l’altra di sinistra – che si propongono di rappresentare le due parti della satira politica odierna. Quella di sinistra ha l’intestazione in simil-cirillico, e ti accoglie con la scritta: Se sei di destra, gira il giornale! Simmetricamente, quando giri il giornale la grafica è quella del ventennio, e l’istruzione per l’uso è: Se sei di sinistra, gira il giornale! L’uno è Settimanale di satira del popolo, l’altro è Settimanale di virile satira. Come dire che siccome oggi il vero regime è quello delle faziosità contrapposte, l’unica satira possibile è quella bifronte che le sceglie entrambe: affiancandole, e lasciando che si smascherino a vicenda.
La parte di destra ti coglie in contropiede perché si apre con un editoriale di Pietrangelo Buttafuoco nel quale la stessa satira di destra (e la cultura di destra in generale) vengono bellamente massacrate, concludendo che “la destra se la merita l’egemonia degli altri”.
Alessio Di Mauro invece difende la satira di destra dall’arringa di Buttafuoco, con questo argomento: “se la satira, come diceva Ceronetti, è fatta di cazzottoni sui denti, chi può essere più adatto di noi che fino a ieri non facevamo altro che menare le mani?”. Peraltro, lo stesso Di Mauro ammette di avere ormai abbandonato “quei sani raid notturni a caccia di gay ed immigrati”.
Beh, naturalmente per il resto si ride soprattutto dell’Islam e della sinistra. C’è ad esempio la rubrica dei consigli ai pacifisti su “come provocare un carabiniere in modo che sia prima lui a colpirti”: dove fra l’altro si danno istruzioni su come portare la bandiera della pace (“al collo come foulard, sulla testa a mo’ di bandana oppure al polso con doppio nodo perché non ti intralci il movimento della spranga”). Molto labranchianamente scorretti Il mendicante della settimana (“Prego ascolta anche se disturbari tuti… vengo dela Albania, tanta paura e scapati per scapare”…) e lo slogan Non toccate Caino, sparategli!
Veniamo ora al fronte di sinistra, che si apre con un brillante “Non ce ne andremo dall’America finchè non sarà democratica” messo in bocca ovviamente a Bush e al suo staff. L’editoriale di apertura prefigura per il triangolo Carpi-Correggio-Reggio Emilia lo stesso destino del triangolo sunnita.
Del resto le guerre di Bush dominano incontrastate (Giornate ecologiche a Kabul: le domeniche senza piedi), a parte l’immancabile Berlusconi. C’è poi un riquadro dedicato al nuovo ministro degli esteri Fini: si dà conto dei piani di invasione di Etiopia e Abissinia e dei vertici della Cdl a Palazzo Venezia.
Si può fare di meglio.
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