Il Blog della Domenica

Contro Castaldo. Senza se e senza ma

domenica, novembre 14, 2004

 

LA NOTTE DEGLI M-BLOGGER

 

 

E adesso, da buon cialtrone, dopo avere sproloquiato sulla critica musicale vi farò vedere come non si fa (il che è molto più divertente).

 

 

Cominciamo da Christian Harder: allora, un 45% di Depeche Mode, un 12,3% di Underworld, una spruzzatina di post-blues e… ok, scherzavo.

 

Ascolta Grady di Christian Harder.

 

 

We listen everyday è una ballatona dei Go!Team che non fa parte dell’album, ma è contenuta nel singolo Junior kickstart. Manco fossero john williams in guerre stellari, i nostri eroi si sinfonizzano in un tripudio di trombette.

 

Ascolta We listen everyday di Go!Team.

Guarda il video Ladyflash di Go!Team. (via).

 

 

E adesso senti questa cover. No, insomma, senti che razza di cover. Ma l’hai sentita? Cioè, dico…

 

Ascolta Sexy boy (air cover) di Scala & Kolacny Brothers.

 

 

Polaroid segnala l’album dei Deerhoof, Bibidi babidi boo.

 

 

Iraq ‘n’ roll! è un’operetta rock che ha per protagonisti Dick Cheney, il ministro dell’informazione iracheno,  il conte Rumsfeld e la strega di Abu Ghraib. Gli autori precisano che nel loro cd non ci sono armi di distruzione di massa; si trovano tutte altrove. Iraq ‘n’ roll si inserisce in quella che si potrebbe chiamare la george w. bush music: cioè quel filone politicamente scorretto da cui ultimamente sono venuti fuori George W. Pussy di David Boyle, la colonna sonora di Team America e molte altre cose circolate in internet.

 

Ascolta We will not relent! e Bad guys & gals boogie di Uncle Sam & the Jdams (via).

 

 

Il lungo addio dei GBV cointinua a suscitare molte lacrimucce.

 

Ascolta Motor away dei Guided By Voices.

 

 

Gli Aloha sono una band di New York che ha già al suo attivo parecchi dischi, l’ultimo dei quali è Here comes everyone. Il cantante viene paragonato a quello dei Coldplay, ma per il resto i due gruppi non hanno molto in comune. All the wars è una canzone molto particolare: all’inizio ti colpisce soprattutto per la ritmica irregolare, ma sembra molto ripetitiva. A metà del pezzo invece cambia tutto, e la musica prende una piega inaspettata.

 

Ascolta All the wars di Aloha.

 

 

Lo chiamano math rock, probabilmente perché gli incasinatissimi ritmi sono ottenuti attraverso calcoli di radici quadrate ed equazioni di terzo grado. A questo si aggiunge la voce esagitata (e quasi teatrale) di Giovanna Cacciola. Conflict between the fire and wet blood è tratta dal loro album d’esordio, Snowing sun (2002).

 

Ascolta Conflict between the fire and wet blood di Bellini.

 

 

Sentiamo ora i Presets, questo duo di musica elettronica che da qualche giorno ha dato alle stampe il suo secondo ep. Sentendo i suoni potrete facilmente intuire perché si chiamano così.

 

Ascolta Girl and the sea e Mia’s mouse di the Presets.

 

 

In precedenza mi era sfuggita questa preziosa segnalazione dei SadPandas: Everybody’s gotta learn sometimes dei Korgis interpretata da Beck.

 

Ascolta Everybody’s gotta learn sometimes (korgis cover) di Beck.

 

 

E adesso l’uomo più impegnato della terra: Death Cab For Cutie, Postal Service, varie ed eventuali. Questa è da un ep dell’anno scorso realizzato assieme ad Andrew Kenny degli American Analog Set.

 

You remind me of home: the paint cracks when the water leaks
from the rusty pipes that are just beneath my feet
You remind me of home: the heater's warm but fills the room with a
potpourri of dust and gas fumes

You remind me of home: a broken bed with dirty sheets that creaks
when I am shifting in my sleep
You remind me of home: in a suburban town with nothing to do,
patiently waiting for something to happen
But the foundation is crumbling and becoming one with the ground
while you lay there in slumber...

You're wasting your life

You remind me of home: sitting on a thrift store couch, I'm trying to
get this all down.

 

Ascolta You remind me of home di Ben Gibbard.

 

 

Ancora lui canta in questo pezzo degli Styrofoam. Certo che per usare il vocoder in questo modo occorre una faccia tosta non indifferente.

 

Ascolta Couches in the alley di Styrofoam (ft Ben Gibbard).

 

 

E...

 

Ascolta Saint swithens day (billy bragg cover) di Ben Gibbard.

 

 

Veniamo adesso ai tesori (?) nascosti della musica. You think you really know me (1977), il disco d’esordio di Gary Wilson, è stato definito “one of the great underground albums of all time”.

 

Ascolta 6.4=make out di Gary Wilson.

 

 

Questa registrazione è presa da un concerto a Los Angeles. Devendra Banhart ha invitato sul palco Bianca Cassidy per eseguire insieme Little monkey, alla quale è seguita Step in the name of love (che è una cover di R Kelly). Devo ammettere che dal vivo DB è molto meglio che su disco: solo devo capire con quale macchinetta faccia quel fastidiosissimo vibrato della voce.

 

Ascolta Little monkey / Step in the name of love (live) di Devendra Banhart & Cocorosie.

 

 

Le Chicks On Speed lasciano l’electroclash per darsi alla polka. I fans sono comprensibilmente un po’ sgomenti (per fortuna non sono un fan, dunque la cosa non mi turba).

 

Ascolta The household song di Chicks On Speed.

 

 

E adesso… buon natale a tutti!

 

Ascolta Puzzle di Ephemera.

 
















Un post che ilblogdelladomenica aveva il dovere di scrivere alle 23:28 commenti


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