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Contro Castaldo. Senza se e senza ma
DOPO I “BLOG CHE SUONANO”… I “BLOG CHE FANNO RIMA”
Ricordo troppe cose dell’Italia.
Ricordo Pasolini
quando parlava di quant’era bella
ai tempi del fascismo.
Cercavo di capirlo, e qualche volta
(impazzava, ricordo,
il devastante ballo del miracolo)
mi è sembrato persino di riuscirci.
In fondo, io che ero più giovane
d’una decina d’anni,
avrei provato qualcosa di simile
tornando dopo anni
sui devastanti luoghi del delitto
per la Spagna del ’51, forse
per la Russia di Breznev…
Ma ricordo anche lo sgomento,
l’amarezza, il disgusto
nella voce di Paolo Volponi
Appena si seppero i risultati
delle elezioni del ’94.
Era molto malato,
sapeva di averne ancora per poco.
Di Paolo sono stato molto amico,
di Pasolini molto meno,
ma il punto non è questo. Il punto
è che è tanto più facile
immaginare d’essere felici
all’ombra di un potere ripugnante
che pensare di doverci morire.
(Giovanni Raboni, da Barlumi di storia)

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