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Contro Castaldo. Senza se e senza ma
DIARIO DI UN MELONAUTA DEL FUTURO
Questo il titolo della nuova profezia di Gino Castaldo, che però sembra più il delirio di un idiota del presente. Un po' Isaac Asimov e un po' Gigi Marzullo, Castaldo racconta come si ascolterà la musica nel 2013:
Potevo scegliere qualcosa da ascoltare tra la mia collezione di 30mila pezzi. Potevo stabilire una concatenazione d'ascolto ordinando la sequenza col mio computer. E' divertente. L'altro giorno ho impostato la catena in base alle tonalità iniziali, un parametro in La minore, e un secondo codice d'ordine per frequenza di battute, da 90 in su. Avreste dovuto sentire cosa è uscito fuori. Sembrava un blues della Rete, interminabile, assurdo, sempre più veloce, un crescendo di masse sonore che alla fine esplodevano in una vertigine ritmica. Sì, potevo scegliere, ma perchè riascoltare quando si può scovare qualcosa di nuovo? La notte è sempre il momento migliore. Non avevo sonno e allora mi sono messo davanti alla mia nuova consolle, un modello Globalmix tutto nero con le lucine azzurre, ho indossato il guanto, ho attaccato i sensori agli occhi e alle orecchie, e ho premuto il pulsante. Cinque secondi dopo ero nel Flusso. Percepivo la corrente che scorreva, il formicolio ossessivo delle connessioni, quella strana sensazione di neuroni freddi che agganciano corpi, menti, dita in movimento. [continua per altre 180 righe].
Mi dica una cosa, signor Castaldo. Il melonauta del futuro sarà proprio così mentecatto, oppure c'è ancora qualche speranza?

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