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Contro Castaldo. Senza se e senza ma
L. ha ragione: ci sono in giro un sacco di avvoltoi in questi giorni, che piombano addosso ai cadaveri per sbranarli e nutrirsene con gusto. Sono i politici, i giornalisti, tutti quelli che si servono dei morti per farne oggetto di talk-show, per inscenare un clone macabro del Grande Fratello, per sfruttarli a loro uso e consumo:
"Mangia, su"
"Non ho fame".
"Eddai..."
"Ho detto no".
"Prova questo, è fresco".
"Mi fa senso"
"Questo è diverso, sta andando forte, è un italiano..."
"Hanno tutti lo stesso sapore".
[…]
"L'italiano è buono. E' un eroe. Un italiano così vale tutti gli iracheni che vuoi. Non lo vedi? Fanno tutti la fila intorno all'italiano, hai notato?"
"Mi fanno schifo".
"Eddai, si deve pur mangiare".
"E poi mi dispiace per lui".
"Certo che ti dispiace, dispiace a tutti, ci mancherebbe!"
"Ma non è mica colpa mia".
"Certo che non è colpa nostra! E' tutta colpa dei terroristi! Maledetti terroristi! Maledetti! Mangiamo, adesso?".
"No, non mi va proprio. Scusa".
Scusate.
E’ vero, non possono che fare schifo. Non sono esseri umani, sono avvoltoi. Toh, a proposito: eccone due. Anche dalle nostre parti volano questi simpatici rapaci, che per il gusto di dare una lezione a tutti non guardano in faccia a nulla. Che ci insegnano come chi è diverso da noi non merita nessuna pietà. Che bello, venite a leggere, finalmente qualcuno che dice la verità, che parla fuori dai denti fregandosene del politicamente corretto: qualcuno che dice quello che nessuno può dire, smascherando le ipocrisie dei media. Perché è per questo che si sbranano i cadaveri, no? Per fare pari con chi li vuole santificare. L’importante è buttarla in caciara, fare di tutta l’erba un fascio, che è poi la solita, noiosa e seriale scorciatoia degli stillill di turno che non hanno le palle per darsi battaglia sulle idee. L’importante è mischiare l’informazione con gli insulti belli e buoni (come del resto fanno politici e giornalisti), in modo che la mascalzonata necrofaga abbia una sua rispettabilità intellettuale, una legittimazione inoppugnabile. Perché per voi l’importante è chiarire che l’essere umano coincide con il suo ruolo sociale, e se un ruolo non vi piace non vi piace neanche la persona. Tutto è bene, o tutto è male. Questo qui, essendo un mercenario, era tutto male. Quindi se muore, vabbè, non se ne fa un dramma, e poi con tutta la gente che muore per colpa loro… non c’è confronto, no? L’importante è soprattutto ribadire che voi siete i migliori, che voi non ci cascate, che voi non vi bevete quello che dice Bruno Vespa. Non importa se poi, tra i mille modi possibili di dimostrare questa ovvietà, si sceglie la vigliaccata di gettare merda sul cadavere del giorno. Nel momento del lutto l’essere umano fa un passo indietro, l’avvoltoio fa un balzo addosso.
Mi fate schifo. E più siete bravi e informati, più il mio schifo aumenta. Ma non perché abbiate torto, anzi: magari avete ragione. Ma la utilizzate in modo strumentale e disonesto, andando a cercare i punti deboli (e il momento debole) di quelli che per voi sono i nemici, e che – almeno quando se la passano male – sarebbe umano sforzarsi di capire. Non per dare loro ragione, ma per realizzare quel dialogo (dialogo, non unanimismo) che purtroppo in Italia è e sarà sempre una fottutissima utopia. Mi fate schifo perché siete tanto raffinati nella documentazione quanto medioevali nella dialettica. Mi fate schifo perché avete come passatempo quello di fornire argomenti razionali all’irrazionale odio che già provano tanti qualunquisti. Bastardi mercenari, potevano restare a casa. Certo, un morto dispiace sempre, certo la pietà, ma lui era un delinquente fuorilegge. E insomma, dopotutto sapeva quello che rischiava, e poi deve averne fatte talmente tante che in fondo gli sta bene, e poi… gnam… gnam…
Ogni mitologia, essendo per natura reazionaria, dovrebbe essere sottoposta al vaglio del pensiero critico. Ho detto ogni. Ma evidentemente, molti credono che i propri idoli siano ontologicamente migliori di quelli altrui: gli uni non si toccano, mentre gli altri non meritano altro che la lapidazione verbale. Davanti agli idoli altrui ci si comporta da sicari, mentre davanti ai propri ci si genuflette obbedienti. Ma in fondo è giusto così, perché la blogosfera è un posto merdoso come tutti gli altri. E Oriana Fallaci vi troverà materiale a sufficienza per i prossimi dieci libri.
"E poi mi dispiace per lui".
"Certo che ti dispiace, dispiace a tutti, ci mancherebbe!".
"Ma non è mica colpa mia".
"Certo che non è colpa nostra! E' tutta colpa degli americani! Maledetti americani! Maledetti! Mangiamo, adesso?".
"No, non mi va proprio. Scusa".
Scusate.
(Sì, sì, lo so, non ho capito quello che volevate dire. Del resto per voi è inconcepibile che qualcuno non sia d’accordo con voi, pur avendo capito e pur essendo in buona fede. Non ne esiste uno al mondo, e se esiste non è certo il cialtrone della domenica. Avrete senz’altro ragione. Ma mi fate vomitare lo stesso)

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