Il Blog della Domenica

Contro Castaldo. Senza se e senza ma

domenica, aprile 20, 2003


LA CLASSIFICA DI QUALITA'

Il Riformista dedica una specie di analisi sociologica alle classifiche di vendita dei dischi. La tesi dell'articolo è ben sintetizzata dal titolo: Le stranezze delle nuove classifiche di vendita / Hit parade: in Italia vince la musica di qualità. Tutti intenditori? No, è che nessuno compra i Cd.
Grosso modo il ragionamento è questo: esiste un mercato medio condizionato dalle radio e da Mtv. Chi appartiene a questa fascia non è disposto a spendere dei soldi per acquistare i cd, e se li trova gratis in rete. Esiste poi il mercato dei collezionisti, che invece essendo particolarmente appassionati, comprano. E siccome gli appassionati ascoltano solo musica di qualità, questa finisce per trovarsi ai piani alti delle classifiche.

A dimostrazione di questa alta qualità vengono citati i successi di Gaber, Fossati, Ben Harper, Massive Attack e Cammariere. Ora, cerchiamo la controprova. Guardiamo una hit parade del passato, e vediamo se allora si trovavano solo schifezze: ad esempio dieci anni fa, 1993. In hit parade c'erano: i Rem (Automatic for the people), Paolo Conte (900), Peter Gabriel (Us) e Neil Young (Harvest Moon). Onestamente, io preferivo la classifica di allora; questione di gusti, ma nessuno può dire che ci sia stata la stravagante elevazione qualitativa di cui parla il Riformista.

Ma la cosa più strampalata è dove si suggerisce che l'alta qualità in hit parade sarebbe un fenomeno tutto italiano: se uno straniero si limitasse a determinare il livello qualitativo dell'ascoltatore italiano osservando unicamente le classifiche, trarrebbe la conclusione che, da noi, sono tutti intenditori. Ohibò, e perchè mai? Se le vendite calano dappertutto, questo fenomeno dovrebbe esserci dappertutto (almeno in mancanza di altre variabili). E c'è di più: si dà il caso che il mercato italiano se la cavi molto meglio che il resto del mondo (addirittura, l'ultimo anno è in attivo). L'Italia è dunque in controtendenza: se la musica di qualità dovesse prevalere là dove le vendite scarseggiano - come l'articolo sostiene - questo fenomeno dovrebbe verificarsi dappertutto fuorchè da noi. Il castello, insomma, non sta in piedi, perchè si fonda su presupposti che si rivelano falsi.



Un post che ilblogdelladomenica aveva il dovere di scrivere alle 16:42 commenti (1)


Commenti
#1   27 Aprile 2003 - 04:13
 
L'Italia è sempre controtendenza!
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