Il Blog della Domenica

Contro Castaldo. Senza se e senza ma

domenica, febbraio 26, 2006


 Il coccodrillo come fa?


Tra la realtà e i media passa la stessa differenza che fra la giungla e lo zoo. E il social web è una giungla dove si può osservare cosa pensano davvero le persone.

Leggi Virtual anthropology.


L’era della monarchia è finita: la diffusione di internet sta democratizzando i gusti.

Leggi The long tail.


Diamo un caloroso benvenuto al nostro nuovo collega.

Leggi il blog di Tonino Di Pietro.

 

Dalla Francia, luogo sempre così amabile e fringe, arriva un pezzo che esprime al meglio i nostri desideri.

Ascolta Chirac en prison di Les Vampas (scorri fino a circa 3’). (via).

 

Un mblog, anch’esso francese, ci fa scoprire una tale Noe Venable.

Ascolta Boots di Noe Venable.

 

Dopo il controversissimo Rehearsing my choir, i Fiery Furnaces tornano a ricevere qualche consenso con le anticipazioni da Bitter tea.

Ascolta Police sweater blood vow dei Fiery Furnaces. (via).
Ascolta Teach me sweetheart dei Fiery Furnaces. (via).

 

MySpace apre ai filmmakers indipendenti.

Guarda Four eyed monsters.

 

I tempi sono maturi per un rilancio in grande stile dell’hip hop italiano. Il pompatissimo successo di Mondo Marcio manda su tutte le furie Emmebì, che protesta con lo slogan “10, 100, 1000 Sanremo”!
Sulla questione però la blogosfera si spacca. Colas confessa di adorare il rapper milanese, mentre Simona accusa Emmebì di passatismo e urla: “Mondo Marcio è il futuro, e noi stiamo già rappando”. M-o-d lo paragona ad Antony. Adesso aspettiamo che qualcuno paragoni Anna Tatangelo a Mina.

Leggi It’s a rotten world.

 

Tuttavia, questo è niente rispetto al pericolo reggaeton.

Leggi The rise of reggaeton.
Ascolta Dem bow mix di Wayne & Wax. (via).

 

Continua la guerra delle vignette: è il momento di Tifoso Neofascista, che però deve migliorare: qui dai toscani ci aspettiamo cose al livello del Vernacoliere.

Leggi Tifoso Neofascista.


Un post che ilblogdelladomenica aveva il dovere di scrivere alle 23:56 commenti (5)
m blog, bloggerville

Il re dei furbetti

Vorremmo avere qui il primo che usò l’aggettivo “ipnotico” in campo musicale, per dirgliene quattro. Si rendeva conto di quali disastri si sarebbero accompagnati a questa parola? Non immaginava quanti crimini sonori sarebbero stati commessi in suo nome? L’ipnotismo è una specie di ideologia musicale - che si appoggia a scampoli di psicanalisi per stabilire, in sostanza, che la musica migliore è quella che ha lo stesso grado di varietà di un orologio a pendolo.

In base a codesta ideologia, la musica ipnotica di Ludovico Einaudi è perfetta: in particolare nell’album Le onde (1996), che ne è l’espressione più ipnoticamente riuscita. Dopo un’introduzione etnochic (la trascrizione di una Canzone popolare francese del Cinquecento), il mago Ludovico già dal secondo brano (Le onde) ci imbarca sul suo morbido letto di note: le suddette onde vengono evocate dall’accompagnamento arpeggiato - notare l’originalità della trovata - mentre la mano destra suona una melodia che definiremmo carina. Tale carineria inizia in modo minore (messaggio ipnotico: devi provare malinconia), poi però passa magicamente al maggiore (messaggio ipnotico: ora devi raggiungere l’estasi); dopodiché il pezzo sarebbe anche finito – sono passati due minuti – però il mago Ludovico ripete tutto fino a farlo durare cinque, giusto nel caso ci fosse qualche soggetto più resistente all’incantesimo. E se siete ancora lucidi vuol dire che dovete annullare la coscienza e lasciarvi andare, alla scoperta del meraviglioso mondo del do maggiore. “A me le orecchie!”, sembra dirci il mago Ludovico mentre compone e suona il pianoforte per noi - a volte anche i tasti neri - e con il suo fascino romantico ci ammalia come il Novecento di Baricco (specie quando tra un arpeggio e l’altro inserisce una delle sue pause interminabili, quasi craxiane, per enfatizzare il pathos del momento). Non potete resistere: perfino Nanni Moretti cadde in trance ascoltando questo ipnotico brano, e lo scelse per la colonna sonora di Aprile.

E non si incorra nell’equivoco di inserire l’ipnotico Ludovico nella combriccola minimalista. La minimal music si basa su un materiale musicale fatto di pochissime note, giusto? E poi le sottopone a trasformazioni continue che le portano ad essere qualcos’altro. Nel caso di Einaudi avviene tutt’altro: si parte da frasi semplici ma non minime, e non le si sottopone a trasformazione alcuna. Al più le si trucca con i soliti cosmetici, trilli acciaccature e via abbellendo, fra esitazioni alla Chopin e pedali da elefante: anche quelle rare volte che azzecca un bel giro armonico, poi finisce per sommergerlo in un diluvio di plin plin plon. Siamo alle prese con un neoconservatorismo che parla direttamente alla pancia dell’ascoltatore, soddisfandone i bisogni più immediati di suggestioni poeticheggianti; la consolazione oppiacea - che accarezza il depresso in cerca di piaceri a buon mercato – viene ottenuta con stereotipi importati dal mondo classico, mandandoli a ramengo in una deriva estetizzante e infantile. Inoltre Einaudi ricorre alle sonorità che dei minimalisti erano tipiche (anche se qui sono più rozze) per adattarvi la struttura formale della canzonetta: insomma, è pop travestito da minimalismo; e il travestimento è funzionale a dare una spruzzatina di autorevolezza, dato che storicamente il minimalismo è nobile (musica d’avanguardia, Arte con la maiuscola e via dicendo) mentre il pop è puzzone e fa pensare a Pezzali. Ma gratta gratta, è di pop che si tratta; non deve quindi stupire se questo furbetto del do maggiore lanci ogni volta la scalata alle classifiche di vendita, come un canzonettaro qualsiasi.

Il caso di Ludovico Einaudi può considerarsi un segnale del nuovo ruolo che i compositori italiani della sua generazione hanno assunto nella società. O meglio, un segnale del fatto che hanno rinunciato a qualsiasi ruolo: all’era dell’impegno politico - che non rimpiangiamo - è subentrata quella del narcisismo, e la dedizione all’interesse superiore è stata sostituita (più o meno consapevolmente) da quella al conto corrente. E’ un distacco dalla realtà che da un lato li rende più popolari, ma dall’altro gli fa perdere prestigio; e di certo il mago Ludovico non sarà fra quelli che patiranno la fame per i tagli allo spettacolo: siamo nel XXI secolo e l’artista deve stare, come si dice, sul mercato. Bella roba.

[da Giudizio Universale n.9, gennaio 2006]

Un post che ilblogdelladomenica aveva il dovere di scrivere alle 22:10 commenti
palloni gonfiati, urbi et orbi

Cani broccoloni a Saxa Rubra

Anche le tre reti di Radiorai adesso hanno il podcasting, per quanto gli aggiornamenti lascino ancora a desiderare: diciamo che è un primo passo verso la civilizzazione.

Fra gli altri è possibile scaricare gli mp3 di: Prima pagina, Radiotre Mondo, Radio Anch’io, 610, Caterpillar e Il ruggito del coniglio.

Il bdd chiede ufficialmente che ad essi venga aggiunta La Barcaccia.

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il cane broccolone


La guida del bdd alle rassegne stampa

E’ parecchio tempo che cerco, invano, una guida alle rassegne stampa da leggere o ascoltare online. Ma visto che pare non ve ne siano, temo proprio che dovrò sacrificarmi e fare questo promemoria; anche perché poi devo mandarlo via mail a un amico (che ora sta negli Usa e vuole tenersi informato), quindi tanto vale metterlo anche qua.

L’appuntamento classico di Prima pagina, oltre che nel podcasting di cui parlo nel post sopra, si può anche sentire in real audio: con il vantaggio che qui è disponibile tutto l’archivio dal 2000 ad oggi. Naturalmente il programma è quello che è: tutto dipende dal conduttore della settimana, e non sempre risulta sopportabile (per non dire delle pittoresche telefonate degli ascoltatori).

Stesse modalità per la rassegna dei giornali esteri, Radio 3 Mondo, che si trova qui.

Radio Radicale offre parecchi appuntamenti: per tutti l’indirizzo è questo, dove peraltro si può ascoltare tutto quanto dal 2003 ad oggi. Quindi basta sapere quando vanno in onda le cose.

Massimo Bordin (tutte le persone che conosco lo odiano, io lo trovo un genio) lo trovate di solito dal lunedì al venerdì alle 7.30; il sabato purtroppo c’è Marco Taradash, mentre la domenica ci i può gustare il cabaret di Capezzone (impagabile quando sfotte Scalfari e la Spinelli).

Più o meno tutti i giorni (alle 7.10) c’è la rassegna stampa estera di David Carretta, tranne il weekend; la domenica però c’è Donatella Poretti che legge i giornali del Sudamerica (continente che di solito viene trascurato). Infine, ogni mezzanotte si chiude la giornata con le prime pagine dell’indomani.

Altre radio non pervenute. Per quanto riguarda le cose da leggere, la rassegna più completa è quella della Camera dei Deputati; purtroppo i giornali sono quelli del giorno prima, e la procedura è molto farraginosa: il metodo che uso io è andare qui (dove dà un messaggio di errore), cliccare su “ricerca archivio”, quindi su “seleziona la data di pubblicazione”, poi selezionare “ieri” e infine “applica”. Nient’altro? Beh sì, bisogna andare su “avvia la ricerca” e finalmente comparirà la lista degli articoli.

Però ne vale la pena: ogni giorno più di 500 pagine in formato pdf, più di quanto potreste leggere in una settimana. Perfetto per le ricerche, e per chi vuole risparmiare sull’acquisto dei quotidiani.

Diversa la rassegna del Senato: i giornali sono spesso quelli del giorno, però nell’odioso formato tiff, e i contenuti sono limitati alle prime pagine.

Purtroppo non ci sono molte altre cose in giro, che io sappia: Legno Storto mette online una selezione di articoli del giorno, ma si limita a quelli di destra (più qualcosina da Corriere e Riformista). Ancora peggio Il Mascellaro, al cui confronto la Fallaci è una maestra di liberalismo. Qualcosina c'è anche sul sito dei Radicali.

In inglese conosco soltanto Slate. Qui poi ci sono le prime pagine dei giornali di tutto il mondo, nelle rispettive lingue. Se qualcuno mi suggerisce altra roba, gliene sarò grato.

Un post che ilblogdelladomenica aveva il dovere di scrivere alle 22:00 commenti

La webradio al posto del cane broccolone?
No, grazie

Il caro Emmebì è ormai lanciato in un'allegra crociata contro il podcasting, convinto che il fenomeno sia sul viale del tramonto: e cita anche Wired, per sostenere che il futuro sarebbe nella webradio.

E forse può anche essere che le cose stiano così: ma di certo non è augurabile. Davvero ciò che ci attende è una playlistina da ascoltare mentre sei online? Sai cheppalle! E soprattutto, non aggiunge nulla a tutti i giga di musica che hai già a portata di mano quando stai al computer.

Comunque, guardandoci intorno si ha la sensazione che il podcasting non sia poi così agonizzante. Al di là della prolificazione numerica dei cani broccoloni, c’è gran fermento su un’innovazione che è ancora allo stadio primordiale: la trasformazione automatica dei post scritti in podcast ascoltabili, tramite sintesi vocale.

L’effetto è molto daft punk, ma le potenzialità sono allettanti. Pensa che bello: non trovi mai il tempo per leggere Emmebì (o il bdd), allora li metti nel lettore mp3 e te li ascolti in metropolitana. Inoltre sta per esplodere il textcasting: sfruttare la possibilità dell’iPod di veicolare testi scritti, usandolo così per leggere i tuoi blog preferiti quando sei in giro (e offline). Non è geniale?

Cane broccolone. Always on the move.

Un post che ilblogdelladomenica aveva il dovere di scrivere alle 21:45 commenti (1)
il cane broccolone

 

Marketing nichilista

Anche noi vogliamo celebrare degnamente il 150° compleanno del dott. Sigmund Freud.

(grazie a Fulmine)

Un post che ilblogdelladomenica aveva il dovere di scrivere alle 21:19 commenti

Make it a bittorrent night

Non sapete cosa fare stasera? Stufi del solito aperitivo milanesotto? Volete proprio fare un po’ di malsano nesting?

D’accordo... allora qui potete trovare qualche filmetto: Al fin el mar e Cache (entrambi in spagnolo), Better than chocolate (in inglese) e Inuyasha 4 (in giapponese con sottotitoli in inglese).


Però prima di fare qualsiasi cosa, leggete il seguente

*** Disclaimer aneddotico *** Qualche giorno fa (in compagnia dell’amico Enzoppì) sono andato a vedere Casa Olanda, dove i visitatori venivano accolti dalla simpatica scritta: “Entrate a vostro rischio e pericolo”.

Ecco, i bittorrent sono un po’ come Casa Olanda.

Un post che ilblogdelladomenica aveva il dovere di scrivere alle 21:12 commenti

domenica, febbraio 19, 2006

 

IL BLOGDELLADOMENICA INTERVISTA ILBLOGDELLADOMENICA

 

Quanti comunisti ci sono in Italia? E cosa mangiano?


“Comunismo” è una parola che dovrebbe essere sempre messa tra virgolette. Spesso i comunisti nostrani sono piuttosto una paradossale miscela di retorica resistenziale, leghismo localistico e fascismo mascherato. E’ per questo che il bdd ha creato l’etichetta di sinistra metallara: non è il comunismo in senso tecnico, che non esiste più.

 

Allora ha torto Berlusconi quando parla di un pericolo comunista?

 

C’è un pericolo metallaro.

 

Ma come, non stai dalla parte dei deboli?

 

Anch’io penso che la politica debba mettere i deboli nella condizione di rafforzarsi. Il problema è che i metallari hanno un allarmante concetto di libertà, che tendono a riconoscere soltanto al proprio gruppo e non agli altri. Per non parlare poi della stessa esistenza fisica di quelli che percepiscono come il Nemico: basta vedere come hanno reagito a Nassirya, o al caso Quattrocchi, o all’ictus di Sharon.

 

Anche Dario Fo è pericoloso?

 

E’ uno che parla a vanvera. Certo che se le candidature esterne al palazzo sono queste, stiamo freschi.

 

E la patrimoniale?

 

In Italia, la questione-tasse è malposta. Ci si chiede sempre quanto è giusto che lo Stato prenda dai cittadini. Il venti per cento? Il trenta? E con quale progressività?

 

Ebbene?

 

Ebbene un cazzo. Non c’è una cifra eticamente giusta o sbagliata. La domanda va capovolta, e cioè: di quanti soldi ha bisogno lo Stato? E per farci cosa? E’ su questo che i politici dovrebbero fare le loro proposte. Il programma elettorale dovrebbe essere una lista della spesa: ci serve x per costruire nuovi ospedali, y per le scuole, z per la magistratura. Il tutto vincolato ad altrettanti risultati precisi e verificabili.

 

Cosa bisogna fare con gli ordini professionali?

 

Spazzarli via subito.

 

Le norme sul diritto d’autore?

 

Via qualsiasi limite al file-sharing.

 

E la nuova legge sulle droghe?

 

Sono d’accordo che non sia giusto distinguere fra quelle leggere e quelle pesanti. Liberalizziamole tutte.

 

Le coop possono scalare le banche?

 

Per quanto mi riguarda possono fare quello che vogliono. Però è ora di piantarla con il collateralismo fra politica e affari, che è solo una versione meno spudorata del conflitto di interessi berlusconico.

 

Meglio il pubblico o il privato?

 

Meglio la concorrenza fra pubblico e privato.

 

Come Rai e Mediaset?

 

Quello è un duopolio. Occorre invece una gestione democratica (cioè non partitocratica) per il pubblico, e pari opportunità per i privati.

 

Ma nel concreto che si fa? L’Unione non trova l’accordo sulle scuole private...

 

Vale il discorso di cui sopra: le scuole private facciano ciò che gli pare, ma dallo Stato non devono avere un centesimo. Su questo, Rutelli e Prodi devono cedere.

 

Insomma, è vero che l’unico collante della sinistra è l’avversione a Berlusconi?

 

E non è un motivo sufficiente?

 

Ma in politica estera come la mettiamo? Cosa bisogna fare con l’Iran?

 

Bisogna alimentare la blog-revolution. Come gli m-blog hanno spianato la strada agli Arctic Monkeys, così i blog iraniani daranno il via ad un effetto a valanga per la vittoria della sinistra paninara. E gli iraniani cacceranno via gli ayatollah a calci nel culo.

 

I blog risolveranno anche la questione palestinese?

 

Purtroppo non mi pare che ci siano molti blogger laggiù: al mouse preferiscono il mitra. In Medio Oriente la sinistra metallara e filofrancese ha fatto danni notevoli, fiancheggiando il corrotto Arafat fino all’ultimo. E tuttora non riconosce il valore dei passi avanti compiuti da Israele, impedendo all’Europa di esercitare un ruolo politico credibile.

 

Ma Israele sta occupando delle terre non sue, questo è un dato di fatto.

 

E tu guarda che macello è successo nella striscia di Gaza, dopo il ritiro dei cattivoni occupanti. I palestinesi sono allo sbando, devono riuscire a costruire uno stato di diritto e questo dipende da loro: altrimenti quello della Liberazione diventa un guscio vuoto, un mito fine a se stesso. Ovviamente non sto dicendo che la sinistra debba diventare all’improvviso filoisraeliana; ma è come quella vecchia battuta: “se l’ammazzi fai pari”. Ecco, siamo stati talmente sbilanciati in questi decenni che adesso bisognerà remare un bel po’ per mettere le cose a posto.

 

Caruso non condanna i kamikaze.

 

Caruso è un cretino. Ma non fa altro che raccogliere l’eredità di molti padri nobili della sinistra del passato, in particolare i fondatori del Manifesto (basta leggersi cosa scriveva Pintor, ancora negli ultimi anni). E in ogni caso Bertinotti fa bene a candidarlo, perché nessuno è irrecuperabile alla democrazia: il mezzo giustifica i fini.

 

Questo vale anche per i neofascisti arruolati da Berlusconi?

 

Questo vale sempre. Del resto anche noi abbiamo preso nella coalizione uno dei fondatori di An, Fisichella, che peraltro ha sempre goduto di inspiegabile consenso a sinistra. E comunque: se ci sono dei neofascisti in giro, meglio che facciano le loro battaglie in parlamento piuttosto che tramare nell’ombra. Anche se occorre precisare che le inclusioni di Bertinotti a sinistra sono legate a un progetto politico, mentre Berlusconi cerca solo di racimolare qualche decimale.

 

Le vignette su Maometto?

 

Dovrebbero farne di più.

 

Dopo la sconfitta alle primarie, la carriera politica del bdd è finita?

 

Ma non scherziamo, quello era soltanto un assaggio... ben altre sfide ci aspettano: tanto per cominciare, bisogna fare le primarie per la Presidenza della Repubblica. E poi non resterà che sbaragliare la concorrenza dei buffoni di palazzo.

 

Allora, blogger della domenica: sei finalmente al faccia a faccia con il tridente Berlusconi-Fini-Casini, però hai solo due pallottole. Cosa fai?

 

Sparo a Casini due volte.


Un post che ilblogdelladomenica aveva il dovere di scrivere alle 19:56 commenti (1)
paninari e metallari, un blogger alle primarie, no vat

 

Make Prodi History


BDD alle primarie



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