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Contro Castaldo. Senza se e senza ma
MAKE PRODI HISTORY
Per il blogger della domenica queste sono state giornate di intensa riflessione, perché il sacrificio che oggi gli viene chiesto è grande. Ma ormai il dado è tratto, e non ci si può più tirare indietro: l’amaro calice va bevuto fino in fondo. Ogni reticenza è caduta dopo che il compagno ElRocco ha presentato la sua fiammeggiante relazione programmatica, esponendo le linee teorico-pratiche verso le quali noi tutti vogliamo muovere. Allora se vogliamo veramente che la politica italiana entri nel Nuovo Millennio, dobbiamo lanciare la nostra sfida agli inamovibili gattopardi parlamentari: sfida che si potrà concretizzare soltanto con atto di democrazia diretta. Purtroppo la situazione è sotto gli occhi: l’attuale centrosinistra fa schifo al cazzo, come direbbero a Salonicco. In vista della vittoria elettorale i neocentristi si stanno dimostrando più papisti del Papa, mentre la sinistra metallara e numetallara ha ormai perso l’allegra baldanza degli anni scorsi. Ed anche questa sinistra paninara non ci soddisfa: le idee ci sono ma mancano gli attributi per realizzarle, finendo per balbettare un giorno una cosa e il giorno dopo fare marcia indietro (magari per paura di dare un dispiacere al Mastella, o al Pecoraro, o al Diliberto di turno).
Il blogger della domenica va dunque alle primarie, con in testa una sola frase: “I do believe it’s true!” (altro che la Canzone popolare…). In base ai nostri sondaggi, il 90% del popolo di sinistra è con noi, perciò: se i soliti poteri forti dei politicanti di casa nostra cercheranno di bloccare l’unica candidatura giunta dal basso a misurarsi con i piccoli capiparrocchia della cosiddetta “opposizione”, sappiano che NON GLIELA FAREMO PASSARE LISCIA! Fiumi di persone si riverseranno in piazza, per conquistare la Bastiglia ulivista ed affermare – una volta per tutte – il sacrosanto diritto del Popolo a prendere da solo le decisioni che riguardano il proprio futuro. Party for your right to vote! E per confermare che questa non è una goliardata ma il primo passo verso un mondo migliore, diamo vita fin d’ora al CHIOSCO DEL PROGRAMMA: perché la politica è come una piadina e deve essere fatta con amore. Sostituiamo dunque il modello emiliano con quello romagnolo, l’unico in grado di trovare un’efficace sintesi fra tradizione e progresso.
Un impegno concreto, un obiettivo possibile, la forza di un sogno: MAKE PRODI HISTORY!
E nell’attesa dell’inevitabile trionfo finale, il cane broccolone dà intanto un’affettuosa leccatina a tutti gli indiebloggers che supportano la democrazia: oltre all’eminenza grigia (nonché addetto alla propaganda, sondaggista e quant’altro), ci sono Ele (autrice del banner), Benty, ElRocco, GrahamCoxon, LastManStanding, Mammara, Gomitolo … e se qualcuno mi sfugge segnalatemelo.
Ascolta Make Prodi History.
ANARCHY IN THE UK
Please welcome to the stage the beautiful broccolone dog. And dont’t forget on Wednesday to go to the Baraccano’s gardens with the gorgeous Marina P (sorry Marina, I don’t konw how to put the banners).
LAID 8
Per essere il più grande concerto di tutti i tempi sembrava un po’ una cazzata. Al Festivalbar cantano molto meglio, posso garantirlo: e non che i protagonisti siano poi così diversi. Ad esempio ieri c’era Max Pezzali che eseguiva La dura legge del gol, sostenuto da una band talmente scadente da farlo sembrare un fuoriclasse. C’era Giovanni Floris che certo fa più ridere di De Luigi, specie quando se ne esce esaltando l’impegno sociale dei Coldplay ma più in genere ogni volta che apre bocca in tema di musica (e vista la situazione ieri è successo spesso, suscitando in molti spettatori l’ardente desiderio di vedergli cascare i denti uno a uno). C’erano le immagini geniali e sconvolgenti dei bambini affamati, e c’era un colpo di scena che neanche Raffaella Carrà: ci hanno fatto vedere un filmato di vent’anni fa di una bambina moribonda, e poi Bob Geldolf ha annunciato QUELLA BAMBINA OGGI E’ QUI!!!!!! Ed è entrata una supergnocca che assomigliava alla bambina di cui sopra quanto Maurizio Costanzo, ma insomma tutto è possibile. Insomma questa ex moribonda fa tutto un lunghissimo discorso nella sua lingua, che viene tradotto – come nelle peggiori barzellette – in una sola frase del tipo "sono fiera di essere qui al Live8"; dopodichè entra in scena Madonna, nientemeno, e mentre canta Like a prayer prende a braccetto la poverina, visibilmente spaesata mentre la donna bianca se la tiene arpionata addosso a fare la bella statuina. E ci si aspetta che succeda qualcosa, chessò, dopotutto la gnoccona ha ancora il microfono in mano: ora magari si mette a duettare con Madonna e nasce una stella. Ma il bello è che non succede assolutamente un cazzo, c’è solo un coro pseudoetnico che cerca di depoppizzare la canzone finendo però col renderla ancora più brutta di quella che era. Per me il più grande concerto di tutti i tempi è finito qui, poi sono andato a vedermi i New Order.
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