A GRANDE RICHIESTA
Tornano oggi i post cubisti sul bdd. (ogni settimana ce n'è una, echeccazzo). La staffetta è rimandata causa pessimo rapporto con la tecnologia in generale.
LA BLOGOSFERA DA
BERE
Ormai siamo arrivati a giugno, e salvo colpi di scena dell’ultimo minuto possiamo dirlo: non era vero che il 50% dei blog italiani avrebbe chiuso entro questo termine. Quest’idea del blogsuicidio di massa in fondo era affascinante, ma non ha avuto esito; è vero però che la scena si è trasformata, la spinta propulsiva è finita e ha lasciato il posto a una casta di maghi rampanti del permalink. E l’atmosfera somiglia sempre più alla Milano degli anni ’80.
IL CAPOLAVORISMO
Stando alle recensioni di Giuseppe Genna, sembrerebbe che nel 2005 in Italia siano già usciti cinque o sei capolavori. A questo punto sorge il dubbio: annata eccezionale o bolla speculativa della letteratura nostrana? Chissà. Fatto sta che si comincia a parlare di “capolavorismo”, cioè appunto la tendenza di etichettare come “capolavoro” qualsiasi cosa.
[...] ‘sto Genna fa con gli autori italiani quello che l’NME fa con i gruppetti rock (quanti nuovi beatles, quanti nuovi nirvana, ormai siamo alla fase dei nuovi strokes, non durano manco due anni le novità epocali). Solo che l’NME ci ha interessi finanziari nella promozione iperbolica. Genna lo fa per pura convinzione nazional-giovanlistica, che è un po’ più preoccupante.
[...] fino a qualche anno fa si parlava di “ombelichismo”, che era un po’ come dire: ehi guarda, sono uno scrittore che non ha più niente da dire, ma quel niente lo so dire benissimo, ora il meccanismo si è, a mio avviso, invertito: certe narrazioni si lanciano in trame apocalittiche, in ricerche storiche o pericolosissime costruzioni trans-genere, e però non ce n’è una, dico una, che abbia voce originale, che non suoni appunto come un “nuovo” delillo, melville, easton ellis o chi per loro. E io, lettrice, non ne ho davvero bisogno.
(Commenti su BrodoPrimordiale)
In musica il “capolavorismo” è invece un atteggiamento da tempo consolidato.
LA RASSEGNA DELLA
DOMENICA
Incredibile! Uno dei blog con le musichette ha dato alle stampe una compilation. No, non lui... loro.
Con l’esplosione della myspacemania, si moltiplicano i musicanti che aprono un blog con le musichette: Go!Team, Antigone Rising, Andy Rourke, Amusement Parks On Fire, Audioslave e perfino Billy Corgan (quest’ultimo è senza musichette).
Solito articolo sul podcasting, cheppalle. Se trovo chi ha iniziato con questa storia...
Nel frattempo, un’altra rivoluzione sta per entrare in una nuova fase.
Contro gli indieyuppie senza se e senza ma.
“The biggest band on the planet”. Come si dice, figuriamoci le altre...
COFFERATI NON LAMA NESSUNO
Se Bologna è il laboratorio della sinistra italiana, l’esperimento di mettere insieme quella paninara e quella metallara va decisamente perfezionato.
IL POST PIU' BELLO
Prima che questo blog si riconverta definitivamente alla recensione degli internet point sparsi in giro per l'Italia, utilizzo questi cinque minuti per dire dei post che avrei voluto scrivere e non ho scritto (ah, sono sempre i più belli). L'apertura doveva essere Pericolo biancorosso dedicato al nuovo capolavoro dei White Stripes, probabilmente il disco più palloso nella storia dopo quello dei Daft Punk (infatti i due dui vengono spesso accoppiati. Il bdd ha anche ricevuto una lettera di Benedetto XVI a proposito di questa cosa di Satana, ma mi giocherò questo scoop più avanti. L'altro post sarebbe stato il ritorno della gloriosa (mah) Domenica dell'M-Blog, con la polemica che infuria su Fluxblog da parte degli inferociti fans dei System Of A Down, il classico Pet Sounds massacrato da un pazzo, un italiano che ha registrato le sue canzoni in varie camerette ed altro ancora. E dopo gli m-blog c'erano altri post bellissimi... quello sul Mago Gino che ha intervistato Jovanotti, quello su Cofferati nuovo leader della destra e nuovo belzebù della sinistra metallara e poi... quali erano gli altri...
UNITI CONTRO LA CATTIVA MUSICA
Sono tempi cupi per il rock'n'roll. Il dolce zefiro dello zeitgeist è fuggito, e niente è più come una volta. Ma nonostante i nemici della Buona Musica siano dappertutto, noi diciamo: THE TIME HAS COME! Siamo in tanti, e uniti, e cresceremo sempre di più. Tremino tutti gli amanti della Cattiva Musica di fronte alla forza della bellezza e dell'incrollabile forza del rock. Non abbiamo nulla da perdere se non la Cattiva Musica e le sue catene. Denunciamo e sovvertiamo le regole. Sosteniamo e aderiamo al Movimento per la Buona Musica.
PONIAMO FINE ALLA CATTIVA MUSICA!!!
E' giunto il momento di unirci contro la Cattiva Musica: il movimento è nato. Cambia quello che c'è da cambiare, affinché nel mondo esista solo la Buona Musica e quella Cattiva scompaia, una volta per tutte, dalle nostre vite e dalle nostre orecchie. Sappiamo di poterlo fare: esiste una luce di speranza in ognuno di noi.
LASCIA CHE LA LUCE DELLA BUONA MUSICA RISPLENDA IN TE!!!
Finiamola con la Cattiva Musica, un nemico potente e spietato che solo con la Buona Musica riusciremo a sconfiggere. Perché la Buona Musica è libertà. La Buona Musica è l'energia del rock ribelle, la leggenda del ritmo tribale che pulsa nelle vene e arriva fino al cuore. Perché solo penetrando con le emozioni sotto la pelle si può conoscere la Buona Musica.
UNISCITI ALLA NOSTRA CAUSA!!!
Per sovvertire le regole non bisogna avere paura, non bisogna nascondersi, ma MARCIARE UNITI contro la Cattiva Musica! Se vuoi partecipare alla lotta, unisciti a noi: denuncia la Cattiva Musica presente nel mondo, oppure condividi con noi il tuo disgusto e la tua voglia di Buona Musica. La tua partecipazione è importante, anche grazie a te LA BUONA MUSICA TRIONFERA'!!!
SALVATECI DAL SOLDATO BLUNT
James Blunt, Back to Bedlam - La sua storia veltroniana non poteva passare inosservata: l'ufficiale che depone il fucile per arruolarsi nell'esercito della Buona Musica ha mirabilmente commosso i creatori di simpatia della stampa italica, che hanno salutato questa sua opera prima come una rivelazione. Scrivono (ricalcando fedelmente gli uffici stampa, secondo la ben nota prassi del giornalismo alla Lewinsky) che è stata proprio la militanza in Kosovo a far esplodere l'incontenibile vena creativa del soldato Blunt; e a questo punto tutti ci siamo ascoltati l'album, purtroppo senza trovare traccia né della vena, né dell'incontenibile, né tantomeno della creatività. La migliore qualità di Back to Bedlam è di essere così privo di personalità da potersi intrufolare in tutte le situazioni: dallo sconcertone del Primo Maggio (e questo non meraviglia, tanto ormai è squalificato) al Festivalbar, alla pubblicità. Il problema è che, nel diventare soldato della musica, il reduce Blunt ha mantenuto una militaresca obbedienza alle convenzioni: per cui i suoi pezzi risultano telefonati come pochi, seguendo ciecamente un chitarrismo cantautoresco che era già vecchio ai tempi del Vietnam. High ha altamente rotto il kaspian, anche perché ormai da mesi ci sottopone a uno spietato bombardamento radiofonico con il suo bravo organetto jazzante e quell'effetto flanger da crimine contro l'umanità. No bravery sembra una cover dei Supertramp con il testo - diciamo così - impegnato: ma è musica cotonata e tutt'altro che battagliera che quasi quasi mi arruolo nell'esercito, pur di sfuggire ai suoi ululati. You're beautiful è stata definita da Elton John come "la versione moderna e legittima della mia Your song", e sarebbe già un buon motivo per metterla al bando: ma c'è in più da aggiungere un "magari!", perché almeno il baronetto John aveva un istinto melodico che il soldato Blunt manco si sogna. Certo, la guerra è un gran brutto affare; ma anche questo disco non scherza.
ABBIAMO SUPERATO IL POSTMODERNO
Finalmente qualcuno propone delle soluzioni alla vecchia questione: what's next?
In ambito letterario il postmoderno sarebbe superato dall'attuale global novel, stando alla teoria di Stefano Calabrese (esposta in Www.letteratura.global):
All'inizio degli anni Novanta in Italia si accendevano e spegnevano interminabili dibattiti sul postmoderno. Inutili, perché nel frattempo il romanzo postmoderno stava morendo e cominciava quel processo di svendita delle sue eredità che sarebbe durato per tutto il decennio: l'intertestualità, ad esempio, fu acquistata a poco prezzo dalla comunicazione pubblicitaria, il double coding dalla satira televisiva. Il vertiginoso incremento della comunicazione e una serie di trasformazioni culturali, editoriali e antropologiche avevano infatti prodotto una forma di romanzo all'altezza della nuova biosfera globalizzata, ove il lettore potesse costruirsi una dimora identitaria quando non c'è piú alcuna convergenza tra un Sé e un luogo [...].
Quasi quasi lo compro. Adoro queste pippe mentali.
Qui invece si illustra una via filosofica (non proprio recentissima), il politeismo dei valori di Max Weber:
[...] l'onestà - che è ciò che davvero importa - sta nella capacità di non trascurare quei dati oggettivi che contraddicono le ipotesi a noi care. Egli sa perfettamente che i fondamenti delle varie scienze poggiano su scelte di valore che non si possono a loro volta dimostrare scientificamente. Il «politeismo dei valori» getta qui le sue radici. Questo fa sì che l'oggettività, che è un presupposto di ogni scienza, dipenda solo dall'onestà intellettuale dello studioso. Non per questo l'oggettività deve venir meno.
Facciamo un esempio pratico: se io dico che il nuovo disco degli Afterhours fa cagare punto e basta, sto utilizzando un criterio monoteistico-fondamentalista per cui assumo che chi non condivide il mio giudizio non capisca nulla di musica. Se io analizzo il disco degli Afterhours in maniera ultrarelativistica - senza dire se è bello o è brutto ma citando Arbasino, Le Corbusier e altre cose che non c'entrano una cippa - sto adottando una procedura postmoderna. Se infine prendo il disco degli Afterhours e formulo il mio giudizio sulla base di alcuni elementi che dichiaro - senza però negare che in base ad altri elementi il giudizio potrebbe essere diverso - allora sto seguendo il politeismo dei valori. Che è quindi una specie di terzismo... oddio, vuoi vedere che è Paolo Mieli il primo ad avere superato il postmoderno?
"...UN EFFLUVIO DI CROSCIANTE ENTUSIASMO..."
I due scrittori dell'anno alle prese con Devils & Dust di Bruce Springsteen.
Ho come la sensazione che non leggerò i due libri dell'anno.
(chi invece volesse trova qualche anticipazione qui).
SANTO SUBITO!Un effluvio di crosciante entusiasmo ha suscitato piuttosto la serata al Covo di venerdì 13 maggio. Sbrigate alcune inutili formalità (come il concerto delle due sciampiste) i presenti hanno goduto dell'epico dj set polaroidico, alle prese con la sua ultima performance stagionale. Ebi non ha risparmiato energie, concedendo anche - dopo una pausa riempita dal fiacco Gandolfi - di tornare ai piatti per il gran finale: e intrattenendo le malandate ginocchia degli indiebloggers fino alla chiusura.
LA GRAVISSIMA CRISI DEI BLOG ITALIANI
Nel caso qualcuno di voi ultimamente sia vissuto nel mondo reale, può essere che si sia perso il fragoroso caso dandyna. Questo v-post potrà colmare la lacuna.