Il Blog della Domenica

Contro Castaldo. Senza se e senza ma

domenica, dicembre 26, 2004

 

DEGNO SUGGELLO A UN ANNO DI MERDA

 

Ieri, al tg2: Nicola Piovani ed Ennio Morricone che suonano Tu scendi dalle stelle a quattro mani.

(e stasera l’hanno pure replicato).

 

Un post che ilblogdelladomenica aveva il dovere di scrivere alle 21:08 commenti

 

MAURIZIO COSTANZO BLOG

 

Non è che qui si parla solo di m-blog perché ci si vuole chiudere nella solita nicchia indie. Personalmente, mai come adesso io sarei interessato al weblog come cane da guardia del giornalismo, come mezzo democratico di sorveglianza intellettuale e tutti quei bei discorsi esaltanti sulla rivoluzione dei nuovi media.

 

Sarebbe certo consolante mettersi a navigare nella blogosfera e trovare qualche parola – non necessariamente sensata, ma cavolo, almeno provarci – sull’Ucraina, sulla manovra finanziaria, su qualsiasi argomento che non sia la famigerata traduzione del titolo di un film. Mi ricordo che in altri tempi QuintoStato fu messo in croce perché auspicava il monopolio dei blog “di qualità” rispetto alla fuffa. Oggi la situazione è cambiata, ed è la fuffa ad avere tendenze egemoniche. Sì, la Fuffa - che non è una fuffa qualsiasi, come dire: sono stanco, ho avuto una giornataccia, mi metto al computer e scrivo due cazzate. Magari. No, questa Fuffa è un mostro bene organizzato, ha delle strategie di combattimento che neanche Mao, e mira alla soppressione scientifica di qualsiasi traccia di opposizione culturale. La strategia è a tenaglia: da un lato si liscia il pelo al lettore, per assicurarsi la sua complicità. Lo si fa sentire però leggermente inferiore, secondo la regola: “io ti metto a conoscenza di un po’ di cose che so, ma solo un po’. Perché non sei come noi, tu povero rifiuto umano non potresti mai capire certe cose. Ma dirò solo una parola e tu sarai salvato”. In questo modo l’élite si impone, e viene infine fatta trionfare con l’emarginazione sistematica delle forze di opposizione. Questa è infatti una Fuffa egemonica, gramsciana, totalitaria, e in quanto tale non contempla l’esistenza del diverso. Per chi prova ad avventurarsi sul terreno della sfida al regime culturale, il bollo della spocchia e della presunzione è subito pronto. Per questo l’ORGOGLIO SPOCCHIA di pochi cialtroni è così amabile e vitale. Ma appunto, isolato e in fondo impotente, come un messaggio in una bottiglia.

 

Qualche giorno fa ho avuto un deprimente scambio di mail con Luca Sofri; questi mi spiegava che il concetto di m-blog non ha senso, perché a suo dire è come fare un blog che ospita solo foto di galline e chiamarlo “g-blog”.

Invece il discorso va rovesciato: a giudicare dai risultati il concetto di m-blog funziona benissimo, è al contrario quello del blog generico – almeno in Italia – a zoppicare sempre più.

 

Ma insomma, ci rendiamo conto di quanto la situazione sia schifosa? Copernico è di là da venire e l’universo ruota attorno a Macchianera: nome peraltro alquanto appropriato per un delinquente la cui attitudine egemonica costanzizza l’audience, intrattenendola con la sua calcolata miscela di umorismo becero e pseudoimpegno politico (quanto basta perché il lettore possa sentirsi superiore alla media, esattamente come accade quando guarda L’isola dei famosi). Un salotto nel quale l’élite accede per celebrare se stessa, mentre i commenti funzionano da perfetto applausometro.

 

A conferma di quanto il nostro sia un paese di merda, gli italiani sono riusciti a riprodurre – nel far west comunicativo della blogosfera – la stessa situazione di monopolio berlusconiano dei BigMedia, una situazione in cui naturalmente il monopolio è in mano ai più illustri furbastri verbali in circolazione. Acrobati perennemente in bilico sul vuoto mentale, intrattengono il lettore dicendo esattamente quello che il lettore vuole sentirsi dire, in un circo senza fine dove conta solo l’abilità di zompettare come saltimbanchi fra i più disparati campi dello scibile - senza peraltro conoscerne alcuno. Il mostro della Fuffa non va mai troppo in alto, e non va mai troppo in basso: la Fuffa non insulta, non polemizza se non contro i bersagli più scontati (che siccome c’è il regime, sono Berlusconi, Bush eccetera), non dice parolacce o comunque si controlla, non fa insomma nulla di sconveniente, non esplora delle strade poco battute con il rischio magari di trovarsi in un vicolo cieco. Ed è per questo che la Fuffa totalitaria non sbaglia mai, non cade mai, e non delude mai. Vale nei blog, come fuori dai blog. E nell’Italia di oggi bisogna essere molto visionari per pensare che sia ancora possibile sfidare l’egemonia culturale del fuffamente corretto (paradossalmente l’unico è Ferrara, perché si appoggia sulle spalle del potere e quindi non ha bisogno di corteggiare il pubblico). E se qualcuno vorrà farlo dovrà usare armi linguistiche poco convenzionali, perché l’egemonia è in primo luogo linguistica e una cosa è certa: se parli come loro, se utilizzi i loro miseri trucchetti dialettici, hai già perso la sfida. Perché SEI come loro.

 

Ci avevano promesso che la libertà comunicativa sarebbe stata un’altra cosa. Ci avevano promesso che il blog avrebbe portato – oltre al necessario sollazzo cazzone da dopolavoro – la possibilità per il popolo di mettere sotto torchio il Regime dei grandi media. E invece si è costruito il regime dell’idiozia. Urbi et orbi, maledico allora tutti i blog che hanno fatto del loro peggio per confermare l’Italia come estrema periferia del globo culturale (senza contare che prima o poi qualcuno di loro a forza di fuffare troverà anche il modo di portarsi a casa la pagnotta). Ed auspico che il weblogging italico, come l’abbiamo conosciuto fino ad oggi, sprofondi allegramente all’inferno.

 

Nell’attesa però il Maurizio Costanzo Blog regna indisturbato: la torta appartiene a loro. L’unica cosa che possiamo fare è prendere degli altri ingredienti, e cucinarci la nostra piccola torta: con gli m-blog, con il podcasting, o con qualsiasi diavoleria ci si possa inventare per marcare una discontinuità. Scoprire un nuovo far west, che stavolta saremo noi a gestire.

 

Un post che ilblogdelladomenica aveva il dovere di scrivere alle 21:06 commenti (7)

domenica, dicembre 19, 2004

 

‘STI CASTING

 

Prima che la Turchia entri in Europa, il podcasting entrerà nell’m-blog. Stypod sta continuando a sperimentare, e prevede il podcasting come appuntamento fisso del venerdì. Anche Donewaiting si getta nell’avventura, mentre Coverville è un podcast dedicato alle cover songs; e per non essere da meno il blogger della domenica sta mettendo a punto la sua risposta, che si chiamerà ovviamente La radio della domenica: una volta risolto qualche problemino tecnico e di pigrizia, si dovrebbe partire con l’inizio del nuovo anno.

 

Con tanti saluti alla radio elitaria fatta soltanto da chi ha i mezzi e le concessioni, sembra dunque che il podcasting stia per affermarsi anche da noi; gli m-blogger possono scegliere se restare a guardare, oppure allargarsi a una sorta di m-blogcasting (o come diavolo si chiamerà… del resto perché il podcasting si chiama così?). La sfida consisterà allora nell’ibridare l’m-blogging senza stravolgerlo, senza rinunciare alla sua piratesca specificità, senza uscire da quella zona d’ombra del copyright che ne garantisce la libertà, senza accantonare la componente scritta accanto a quella parlata. Insomma, senza sconfinare nel podcasting puro e semplice.

 

Ma se vi state chiedendo «di che cazzo parla questo qui?», ecco un bel po’ di cosette sull’argomento:

 

Leggi L'audiogiornalismo diventa trendy di Mario Tedeschini Lalli.

Leggi Giornalismo radiofonico ai tempi degli Mp3 di Mario Tedeschini Lalli.

Leggi La radio che verrà di Giancarlo Mola.

Leggi Podcasting, i blog acquistano la voce su «Punto Informatico».

Leggi 'Podcasting', la radio fai-da-te è in Rete su «Rai.it»

Leggi Podcasts: new twist on net audio su «Wired».

Leggi Will Satellite, 'Podcasting' Bring a Renaissance to Radio Journalism? su «Online Journalism Review».

Leggi Building a 21st century radio su «CNET News».

 

E soprattutto teniamo d’occhio i fratelli Qix e Caymag, i primi a cimentarsi con il podcasting italico.

 

Un post che ilblogdelladomenica aveva il dovere di scrivere alle 23:24 commenti

 

M-ERRY CHRISTMAS

 

[E finalmente arrivò Babbo Natale, con la sua slitta tutta carica di Mp3].

 

Cominciamo un po’ a vedere che c’è sotto l’albero… AngelsTwenty ci porta Favourite di Neko Case, dal recente The tigers have spoken. A me però questa Neko Case… mah.

 

Scissorkick invece guarda al 2005 e punta l’attenzione su Boom Bip, il cui album Blue eyed in the red room esce a febbraio. Nel frattempo possiamo sentirci The matter (of our discussion), che è l’ultima traccia del disco e vede la partecipazione di Nina Nastasia.

 

L’11 dicembre i Delgados sono stati in concerto al Covo di Bologna; due giorni dopo erano a Parigi, e quel concerto si può ascoltare (in formato flac, e previa registrazione gratuita) qui. (via). Ecco la tracklist:

 

t01 (intro) (2'26)
t02 I fought the Angels (3'40)
t03 American Trilogy (6'00)
t04 The Light Before We Land (5'20)
t05 Girls of Valour (4'33)
t06 Come Undone (4'23)
t07 The Drowning Years (5'18)
t08 Accused of Stealing (5'40)
t09 Is This All That I Came For? (4'29)
t10 Coming in from the Cold (3'59)
t11 Sink or Swim (3'45)
t12 Arcane Model (4'49)
t13 Everybody Come Down (3'44)
t14 Hate (3'13)
t15 Now & Forever (5'53)
t16 Keep on Breathing (4'43)
t17 No Danger (7'58)

 

Un sacco di live si trovano anche su Indietorrents, ma il sito è talmente affollato che registrarsi pare un’impresa impossibile. Bisogna, provare, e riprovare, e riprovare finchè non si becca il momento giusto…

 

Per fortuna, sugli m-blog non bisogna fare la fila. TeachingTheIndieKids dedica un post alle Magneta Lane, l’ennesimo indiegruppo proveniente dal Canada. C’è anche Cheap linguistings, un’anticipazione dal loro prossimo ep. E un altro pezzo, The constant lover, si trova su FatPlanet.

 

Restiamo in zona: qui c’è il disco Electric version dei New Pornographers. (via).

 

Per chi invece tifa Svezia, si consiglia un salto al Department of forgotten songs di Jens Lekman; che è - come si può intuire - un posto dove trovare demos, scarti e rarità varie dell’ormai celebre genietto.

 

MusicForRobots ci porta altra roba dalla Scandinavia: le ambient-ninnananne di Nils Okland e Arve Henriksen. Lo stesso m-blog ci presenta poi la bislacca elettronica di Phiiliip.

 

Su FatPlanet come sempre ci sono parecchie cose, fra cui: Ditshe tshiekutala dei congolesi Konono No.1, e Lonesome (feat.Lily) di Dj Rupture.

 

Continuiamo a scartare i regali. Una sorpresina molto originale è questa canzoncina degli Stratagème postato da Fluxblog. Graditi anche il pezzo dei Society Of Rockers e quello dei Kills, mentre non mancano le solite fluxate ballerecce: Urban gypsy di i-Wolf&Burdy e Yuh nuh badmind di Elephant Man.

 

“My name is Jesus Christ”: si presenta così David Boyle in The Rapping of the Christ (si ascolta su TheTofuHut). Squinternato come pochi.

 

Uno degli esempi più esilaranti di bastardizzazione musicale recente è stato A night at the hip-hopera dei Kleptones. Il lavoro è di lunghezza considerevole (78 minuti) e si può scaricare da qui.

 

Sulla slitta di JazzAndConversation, invece, c’è I put a spell on you di Nina Simone.

 

E adesso guardate questo: un m-blog interamente dedicato alle cantanti liriche.

 

Per quanto riguarda l’Italia, c’è l’ennesimo fiocco azzurro in famiglia: una vecchia conoscenza ha fatto il suo ingresso nell’m-sfera… benvenuto quindi a chi perpetua l’antica arte dell’m-blogging.

 

Infine, bighellonando su google, non ti vado a scoprire un altro m-blog spaghettaro? Ma pensa te, a volte…

 

M-blog, m-blog, sempre m-blog. La celebrazione da parte dell’intellighentia indie, le discussioni sul blog di Assante, mentre si vocifera addirittura di un m-blog party nei primi mesi del 2005… L’m-revolution avanza e niente la fermerà: anche perché, come dice ElRocco, “a ogni mercenario dell'mp3 a pagamento faremo fronte con mille MBlog Volontari”.

 

E ovviamente, chi non c’è è troppo out.

 

















Un post che ilblogdelladomenica aveva il dovere di scrivere alle 23:22 commenti

domenica, dicembre 12, 2004

 

LA DOMENICA DELL’M-BLOG

 

 

Andiamo subito con la soave sigla di oggi, tratta dal film South park: bigger, longer and uncut. (via).

 

Ascolta Mountain town.

 

 

BennLoxxo (il primo e unico m-blog africano) dedica un post al Sudan. E’ struggente, perché affianca i dati agghiaccianti della guerra civile alla musica che viene da questo paese.

 

Ascolta Alhagi e Mal wa ihtagab di Abdel Gadir Salim All-Stars.

 

 

Ora che i Pixies sono tornati fra noi, WFMU ha avuto la bella idea di riproporre una loro parodia ad opera di Chris Morris. Ahò, io non riesco a distinguerla dagli originali.

 

Ascolta Motherbanger di Chris Morris.

 

 

Grande attesa nella m-sfera per l’uscita simultanea (a gennaio) di due album di Conor Oberst, per gli amici Bright Eyes. Il primo cd (I’m wide awake it’s morning) è orientato al country, mentre il secondo (Digital ash in a digital um) sarà più elettronico.  Intanto gli mbloggers fanno a gara per anteprimarli; giuro che mi ci metterei anch’io, se avessi un dominio dove mettere gli mp3.

 

Ascolta Hit the switch di Bright Eyes.

Ascolta Time code di Bright Eyes.

 

 

Altra uscita molto chiacchierata è EP dei prolifici Fiery Furnaces, anch’essa fissata per il mese prossimo (e che a dispetto del titolo non sarà proprio un ep, perché contiene 10 pezzi). Qui la frenesia da m-post ha creato addirittura un ingorgo, e Fluxblog ha poi ritirato il suo mp3 per evitare che ce ne fossero troppi in circolazione. Si possono ancora scaricare invece i due postati da TeachingTheIndieKids, e vi conviene farlo all’istante (per me è stato amore al primo ascolto). Con la loro filosofia di vita un po’ alla toninoguerra, i FF ci spiegano che l’estate sta arrivando: mancano solo sei mesi.

 

Ascolta Here comes summer e Sing for me dei Fiery Furnaces.

 

 

Il solito, grazie.

 

Ascolta il concerto degli Arcade Fire a Cambridge, MA (12 novembre 2004).

 

 

E nella lotta per l’egemonia fra Canada e Scandinavia, It’sAtrap continua a monitorare le cose che arrivano da quest’ultima.

 

Ascolta This time dei 22 Pistepirkko.

Ascolta Heart grenades dei Tigerbombs.

 

 

“Please remember that downloading MP3 files damages the music industry - so do it early, often and cheerfully...” (Cathal Couglan).

 

Ascolta l’album Grand necropolitan di Cathal Couglan. (via).

 

 

Dozer dedica un post al lo-fi dei Microphones, gruppo che non conosco.

 

Ascolta I want wind to blow e Lanterns di the Microphones.

 

 

Scissorkick ci dà l’occasione per sentire un po’ di novità in ambito elettronico.

 

Ascolta No heathen featuring Wicked Act (blacksmith mix) di Dj Rupture.

Ascolta Bewley in white di Bibio.

 

 

Natale si avvicina a grandi passi, e gli mbloggers ne sono coinvolti al punto da postare qualsiasi cosa sia vagamente in tema. Fluxblog è andato a pescare un rifacimento di Bohemian rhapsody con le parole adattate alla festività. JustForAday va invece sul death metal di King Diamond, improbabilissimo babbo natale. SpoiltVictorianChild addirittura si scatena, e in questo periodo si dedica esclusivamente alle musiche natalizie. Poi ditemi se la m-sfera non è un covo di pazzi...

 

Ascolta Christmas in Compton di Big Bad Baz.

Ascolta Christmas rhapsody di Pledge Drive (with One Of Each).

Ascolta No presents for Christmas di King Diamond.

 

 

LargeHeartedBoy segnala un documentario di Channel 4 dedicato a Morrissey.

 

Guarda il documentario The importance of being Morrissey.

 

 

Il lo-fi HeraclitusSayz dichiara guerra a Pitchfork, definendola “un’organizzazione neofascista indie”.

 

Ascolta To the brids of the limb di Crix Crax Crux.

 

 

EachNoteSecure presenta i Forget Cassettes, ennesimo indieduo lui/lei che ricorda un certo gruppo (mi rifiuto di nominarlo).

 

Ascolta Ms.Rhythm and blues di Forget Cassettes.

 

 

17 artisti si cimentano sul tema del… wakka chikka wakka chikka. (via).

 

Ascolta la compilation Wakka Chikka Wakka Chikka (porn music for the masses).

 

 

Fine delle trasmissioni per Tuwa’sShanty. Peccato.

 

Ascolta Life could di Rotary Connection.

 

 

L’mblog del momento è BrooklynVegan, che sta infilando un post più bello dell’altro (e che peraltro non è un mblog in senso stretto). E’ il primo a sperimentare il metodo BlogTorrent; e poi, c’ha lo scoop dei Decemberists. (grazie a Enver per la segnalazione).

 

Ascolta The bandit queen di the Decemberists.

 

 

Stypod invece prova a incrociare mblog e podcasting. Che sia questa l’evoluzione della specie?

 

Ascolta il medley di stypod (con Undo and Wicknoise, Caparezza, Alcazar, Fox ‘n Wolf, The Mo feat. Kris LeMans).

 

 

E anche per oggi abbiamo dato; vi lascio con la canzone della buonanotte.

 

Ascolta Speak her name di Walter Jackson.

 

Un post che ilblogdelladomenica aveva il dovere di scrivere alle 22:56 commenti

 

PANINARI E METALLARI

 

L’ormai celebre «Con chi parlo?» di Furio Colombo ha dato la stura all’ennesima rissa fra le due sinistre, quella paninara (riformista) e quella metallara (duraepura). La settimana scorsa abbiamo esaminato il duello a distanza fra i due quotidiani; oggi vediamo le reazioni della base. Eccone un po’ alla rinfusa dal forum de «l’Unità», cominciando dai metallari.

 

Gli italiani si dividono in due categorie: quelli che dicono che si sta instaurando un regime e quelli che sperano di fare carriera...

 

Mi sa che è in atto una migrazione di destrorsi (travestiti o no da riformisti) dal Polo verso il csx......

Capisco che la loro nave sta affondando, ma di qua abbiamo già tanta zavorra, se ne viene dell'altra..... poveri noi!

 

Giù le mani da Furio Colombo!

 

Zio Colombo non è mai stato un comunista, ma una persona di sinistra che credfe nei valori della sinistra evidentemente tu e quel responsabile della sinistra giovanile che evidentemente è nato vecchio e sta andando in cerca di un posto al sole (bisogna pur mangiare) non siete di sinistra, ma sietge delle persone che accettano il neoliberismo e il mercato come la panaceqa di tutti i mali compreso quello di soddisfare il vostro egoismo e individualismo.
Una volta per iscriversi al partito era doveroso essere presentati da due compagni di fiducia e superare una candidatura di sei mesi, oggi nel partito raccattano tutti cani e porci senza porsi neppure il problema non che sappiano guidare, ma nemmeno se sanno guidarsi e capire.

 

[…] continua a frequentare le nostre sezioni (e non solo franco debenedetti, rutelli e marini) : siamo un pochino piu' complessi di come tu ci immaginavi. E chissa' che tu non perda quest'indolenza ottusa e insofferente verso chi la vede diversamente da te.

 

moltI mesi fa, quando il regime diede i primi segni forti, ricordo che fu D'Alema ad adombrarsi per questa parola e ricordo anche che disse: se si dice che c'è un regime allora dovremmo fare la rivoluzione.."
ergo.. meglio dire che non c'è

 

[…] il vero dramma è che la politica del cavaliere sta facendo proseliti anche in sponde impensate, che non gli porteranno voti, ma faranno camminare la sua visione liberista. E tutto questo avviene senza che queste sponde se ne rendano pure conto. Altro che regime, questo è lavaggio del cervello. Capisco e condivido la preoccupazione di Furio Colombo, che non ha un passato di comunista, ma ha lucida capacità di analisi... Non so se dovremmo fare la rivoluzione, ma è certo che se nell'ottobre del 1998, fossimo tornati a votare, questa sarebbe un'Italia diversa […]

 

Il regime c'è e si vede/sente...

 

il regime mediatico sta soggiagando molti , ma io credo anche molto nel "comprendonio" dei miei fratelli italiani
quindi penso e spero che ... se si voterà regolarmente..Berlusca va a casa
ma ho anche dubbi sul fatto che si voterà regolarmente e temo che, nel periodo che manca alle elezioni, il grande prestigiatore possa inventarsene qualcuna di grossa..e questa cosa non la dico io sola..che conto poco, ma lo affermano, piu' o meno esplicitamente, altri piu' esperti osservatori.
Riconosco che la parola "rivoluzione" è tabu' anch'essa, forse fuori moda..

 

bisognerebbe finalmente sgombrare il campo dalla paura "se non ci votate torna il bau bau Nano pelato...", e ridefinire gli schieramenti.
Mi pare ovvio che da una parte debba stare, pur se minoritaria (ma sarà vero?
) la sinistra (vera) e i progressisti in generale, dall'altra i cosiddetti "riformisti" (dall'UDC fino alla parte di AN che ci vuol stare, compresi FI e maggioranza DS)

 

una frasetta come "la parola regime mi fa venire l'orticaria" rivela proprio questo: superficialità di pensiero, povertà di argomentazione, espressione di sufficienza verso l'avversario (colombo) che non si merita neanche una confutazione sostanziale.

forse si potrebbe dire più propriamente che il giovane funzionario è un povero stronzo

 

Io l'avrei preso a calci in culo un simile COGLIONE.
Perchè il pirla non se ne va in forza italia visto che è così accondiscendente verso il nano?

 

Se non la smettiamo di foderarci gli occhi e non prendiamo atto di cosa abbiamo davanti ci ritroveremo come 80 anni fa...

 

come si fa a non capire che siamo in pieno e ormai consolidato regime?? […] Ma scherziamo?? Il regime (senza star a ricordare le epurazioni varie ed eventuali e i tentativi di golpe politico e gli attentati alla costituzione ecc..) consiste nell'inculturazione del popolo che in questi anni è proseguita spedita, tanto da contaminare anche le menti dell'opposizione, e come automi una parte dei ds sembrano non accorgersene e continuano a farsi lavare il cervello da questo regime.. per inculturare la popolazione (nel 2004 in Italia) non si necessita di manganelli (che pure sono stati usati eccome, Genova è lì a testimoniarlo) o di guerre africane per stimolare il sentimento nazional-popolare-patriottico (che pure con la guerra in Iraq e la creazione dei suoi eroi si è tentata la propaganda dell'unità nazionale) o di arringare il popolo da una finestra o da un balcone (e cos'è la tv se non la moderna finestra sul mondo, il nuovo balcone di palazzo venezia).. Berlusconi ha stravolto l'Italia passando come un carro armato su molte, troppe menti.. la berlusconizzazione di molta parte dell'opposizione è la conseguenza più spaventosa e forse irreversibile di questo (fantomatico??) REGIME!!

 

che dire!

Hai ragione da vendere, ottimi i paragoni tra la situazione attuale e quella del ventennio.
Infatti solo i regimi hanno bisogno di eroi.

 

Quello he ci siamo dimenticati è che la società è divisa in classi, anche se non più quelle dell'800 e che loro continuano a difendere la propria classe e i propri privilegi, mentre noi no anzi ci facciamo carico dei loro problemi, per raccogliere le bricciole, invece di puntare sul cambiamento del modello di società che corrisponderebbe agli interessi della maggioranza dei ceti sociali non ricchi e non proprietari che esistono nel paese.

 

[…]SIAMO IN UN REGIME, peggio del regime fascista, perchè il suo messaggio entra nel cervello con tutti i mezzi tanto è vero, che se tu dici di essere stato comunista, vedi in che stato ti sei ridotto da non capire che siamo in un regime.

 

E voi, oppositori moderati, pilatescamente e paciosamente equidistanti (e indifferenti), tra chi fa scempio della Costituzione e chi la difende con radicale convinzione...

 

il tuo intervento dimostra la perfetta sintonia fra ds e cdx.
un domani potreste anche pensare di andare al governo insieme (risolta qualche questioncella relativa ai diritti civili, all'immigrazione, alla giustizia sommaria e non).

in fondo si sa: la politica è compromesso....

 

prova sul forum del Riformista (se esiste): a parte 2 o 3, vedrai: è tutto un forza Silvio!!!

 

Il “tu” chiamato in causa in alcuni di questi interventi era rivolto evidentemente a un paninaro (definito anche “provocatore da due soldi”) che non condivideva le tesi di Colombo. E che aggiungeva:

 

mi fa venire l'orticaria il termine regime :

perche' l'abbiamo usato per 30 anni parlando della dc, per poi doverci essere dovuti scusare e ora siamo tutti qui (pure voi duri e puri) ad aspettare che Prodi (bella facciona dc) ci prenda per la manina e ci riconduca alla vittoria.
perche' non l'abbiamo usato per 30 anni contro chi invece bisognava usarlo e poi ci siamo dovuti scusare che, io, me ne vergogno ancora.

 

E ancora:

 

A leggere il forum a sentirmi solo sono io. A parte 2 o 3 e' tutto un forza Furio. E un senso di disgusto per tutto questo partito e tutti i suoi dirigenti (alti, medi e bassi): non solo per quel giovane funzionario di partito che poi giovane giovane non e' e che, pare, abbia scritto (ghost writer) il libro di Fassino , per Passione (dimmi un poco l'ironia) e che non capisco perche' Colombo nel suo bel cazziatone di fondo non l'abbia chiamato col suo nome.
E comunque solo mi sento io, che non sono d'accordo con una-riga-una del lungo cazziatone di fondo : dal regime alle elezioni americane senza dimenticare Enzo Biagi, il piu' grande giornalista italiano (non che non sia d'accordo a considerare una vergogna il modo del suo allontanamento dalla rai, ma trovo molto da ridire sul" piu' grande giornalista italiano")
E mi chiedo com' e' mai che il pusillanime Fassino controlla l'80% e passa di quel partitaccio tutto inciuci e compromessi che, guarda un po', prende l'80% e passa voti del cosidetto arcipelago della incontentabile (almeno nei forum) Sinistra italiana ? ?

E tutto questo ora, mica qualche anno fa , ora e domani (il congresso dell'8O% e passa a Fassino e' imminente).

Ora, dopo 3 anni di Furio direttore.
Con Aprile on line e anche molto spesso sull' Unita'.
Dopo la scissione di Giulietti e la Zulueta che col povero Occhetto si sono trasferiti coi loro urli-anti-regime nell' italia dei valori del povero Di pietro facendogli calare i gia' pochissimi voti che prendeva da solo.
C'e' qualcosa che non quadra :

o la sinistra e' come la descrive Berlusconi , una massa di truppe mugellate agli ordini del kgb

o c'e' qualcosa di molto pretenzioso nella molto rumorosa (nei forum sopratutto) opposizione ai ds di Fassino e D'Alema, c'e' qualcosa di molto inadeguato in questa fiera e furio-sa mini minoranza che non e' pero' nemmeno capace di raccogliere il voto dei loro parenti (stretti).

Forse c'e' che semplicemente non ne imbroccano una che e' una , nemmeno in un lunghissimo cazziatone di fondo come e' successo al direttore ( ancora per poco, si spera) .

 

Un altro paninaro, invece, si rivolge direttamente a Colombo:

 

Perchè, Lei, Compagno Direttore, non ci dice come mai ha sballato COMPLETAMENTE le analisi pre-elettorali?

Lei è un esperto della politica USA, o mi sbaglio?
Diamo per buono, addirittura per oro colato, ciò che Lei ci dice nella sua attenta e profonda analisi, ma io Le chiedo, allora: a prescindere da ciò che Busch e Berlusconi rappresentano, perchè prima sono stati votati e poi, uno di loro, addirittura riconfermato? C'era anche in Usa la Bicamerale o D'Alema?
Quando impareremo ad accettare anche ciò che non condividiamo?
E per ultimo: Lei ci va spesso nelle Sezioni a discutere? Cosa si aspettava di trovare, forse dei Signori che dovevano condividere per forza la Sua analisi o farne altre da Lei condivise?

A cosa le è servita questa coda sghignazzante e polemica? Che messaggio vuole portare fuori da quella Sezione?

 

E un altro ancora ci va giù particolarmente pesante:

 

.........Dopo il commento (poco piu' indietro) che paragona le camicie verdi alle squadre di Mussolini, bhe' credo si sia raggiunto il vertice del grottesco e del tragicomico.

Gli inconsolabili urlatori antiregime sono non solo la parodia di se stessi, ma una vera e propria manna per il centrodestra.
Purtroppo (dal mio punto di vista) osservando questa vicenda mi rendo conto che nelle sezioni DS cominciano a non esserci piu' i trinariciuti e giustamente quando l'Ex A.D. di Fiat Usa (negli anni 80 a braccetto coi reaganiani) va a raccontargli che in Italia c'e' un regime che opprime il popolo e i lavoratori o che i repubblicani sono delinquenti ecc ecc, si mettono a ridere......
Cosi come fa ridere leggere sull'Unita', diretta da colui che si fa corifeo della lotta antiregime e della difesa dei lavoratori, un titolone a nove colonne con scritto "LA DESTRA MINACCIA MONTEZEMOLO".

Da non credere: sul giornale, ex organo del PCI, si fa un titolone per accusare la DESTRA di aver criticato il CAPO DELLA CONFIDUSTRIA......
E questi sarebbero i vessilliferi dell'antiberlusconismo militante e dei diritti dei lavoratori?????

.....Poi ci si stupisce se nelle sezioni vengono accolti con ilarita'...

 

Questa la rissa che si è scatenata fra i lettori del forum. Ma il lettore della domenica è paninaro o metallaro?

 






















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Beckbanalitaten

Solo un appuntino estemporaneo: quando mai, in una recensione, si è fatto notare qual è la vera geniale peculiarità di Beck? In, non so, saranno dodici anni che Beck è, e su di lui sono stati scritti i classici fiumi d’inchiostro: c’è mai stato qualcuno di questi sbrodoloni che si sia avventurato a tentare un’analisi musicologica di un minimo livello? Io non sono un lettore sproporzionato (come il bdd, eh eh), in particolar modo ultimamente, ché non ne posso più, ma negli anni passati sono stato abbastanza assiduo, e di tante recensioni su B. non me ne è mai capitata sotto il naso una che si arrischiasse a mettere a fuoco le uniche due lampanti peculiarità compositive di B., che fra poco, in tutta la mia modestia di cialtrone patentato, esporrò, senza pretendere di aver ragione, ma solo perché sono convinto dell’evidenza lampante del fatto.

  E’ impressionante come i recensori di musica moderna siano così dettagliatamente documentati su una quantità di gruppi pressoché sconosciuti – e spesso a ragione… - e così poco attenti agli aspetti tecnici, anche dei più banali: il dilettantismo improvvisato e collezionòide l’ha avuta vinta, la cultura popolare e di consumo è stata effettivamente esclusa da un qualsiasi metodo di analisi minimamente fondato sulla logica, anzi generalizzerò di più, sull’intelligenza: è tutto un fiorire di "impressioni" e "sensazioni" che tendono a spostare il discorso verso una vacuità sempre più pervasiva e avvilente (e quindi a fare il bieco gioco del mercato, anche contro, se vogliamo, il libero pensiero). Sto aspettando con ansia il momento in cui il vento cambi, speriamo che gli m-blog siano un primo segnale: nel pubblico c’è voglia di raccogliere stimoli un po’ più interessanti, il ‘popolo bue’ è solo una semplificazione operativa a scopo di lucro, molti dei lettori apprezzerebbero.

  Dopo questo sfogo accorato, e mi scuso per la lagna ma sono proprio estenuato, torno a Beck: per me il gioco è abbastanza semplice, e a volte ripetitivo, ma comunque originale e con sprazzi sinceramente sorprendenti: in primis, naturalmente, la ricerca timbrica, che salta subito all’orecchio, i bellissimi suoni vintage un po’ modaioli (ma è una moda che praticamente ha lanciato lui, quindi complimenti) e i passaggi blueseggianti che contribuiscono a fornire un solido appiglio a generi passati, ricontestualizzandoli però in maniera non banale; oltre a tutto questo, però, ché son cose che comunque fanno in moltissimi, la vera caratteristica peculiare di B. sono le continue modulazioni – cambiamenti di tonalità o comunque accordi su o con note estranee alla tonalità dominante - , passando da una fase all’altra del pezzo (dalla strofa al ponte o al ritornello) ma soprattutto all’interno della strofa; sono queste ultime a conferire quella tipica atmosfera stralunata che le mezze seghe della commentologia vanno decantando da un decennio, senza dire (senza sapere?) di cosa stessero effettivamente parlando. 

  Tutto qui, e non è cosa da poco: questo tipo di strutture sono state abbandonate dalla musica popolare, da tutto il rock, e anche da molto jazz (si pensi alle composizioni modali dell’ultimo Miles Davis, al jazz rock) già dagli anni sessanta-settanta, in favore di atmosfere talvolta più rilassate e soprattutto più continue, favorite appunto dal permanere sulla stessa tonalità. Modulazioni che sono state riscoperte, nei novanta, non solo da Beck ma da altri gruppi come i Soundgarden, gli stessi Nirvana, gli Alice In Chains, per citare i più famosi; e che conferiscono a canzoni strutturalmente semplici (nello standard della musica di consumo) un tocco nuovo. Qui, secondo il mio modesto parere, e come al solito mi dilungo su tutt’altro, si fonda la grandezza del talento di Beck.

Un post che ilmucoselvaggio aveva il dovere di scrivere alle 15:58 commenti (1)

domenica, dicembre 05, 2004

 

L’M-BLOG E MARGHERITA

 

[Chi sei tu dunque?

Io sono l’M-Blog: quella forza che eternamente vuole il Male e eternamente opera per il Bene].

 

Nell’ora di un caldo tramonto di primavera agli stagni Patriarsie fecero la loro comparsa due mblogger. Il primo si chiamava Sixeyes e subito fece ascoltare molta musica: Bubbacultcha dei Pixies, Cut up piano and xylophone di Fridge, Hello hello hi di From Bubblegum To Sky, Mothball di Transmissionary Six. L’altro si chiamava TotallyFuzzy, che invece si limitò a segnalare la musica che aveva trovato negli ultimi giorni. Ma quanta! Sembrava che non finisse mai di tirarne fuori: il Bootmixed Album, Rj2, Roots Manuva, How high di Tricky, un megamix di soulfunk, un live di Diplo, l’album di Elliott Smith, un live di Death Cab For Cutie, brani di A Certain Ratio, e continuava ancora senza fermarsi.

 

Posseduto da tutti quei suoni improvvisamente Sixeyes cessò di respirare, il cuore ebbe un sussulto e per un istante smise di pulsare, per poi tornare a battere, ma con dentro conficcato un ago spuntato. Comparve dinanzi a lui uno strano mblogger di nome TofuHut, che si rivelò subito assai loquace e prodigo di mp3. Insieme ascoltarono Arafat will never die di David Boyle. Inoltre TofuHut presentò loro un mblogger di nome SomethingIlearnedToday, e discussero a lungo sul futuro della critica musicale e degli mblogs.

 

Sentendosi meglio, Sixeyes andò sul sito della Wichita Recordings e ascoltò molti pezzi di Bright Eyes: Feb 15th, Padraic my prince, Touch, The calendar hung itself, Something vague e altri ancora. E giunti all’ombra dei tigli che cominciavano appena a rinverdire, furono colti da un’improvvisa voglia di mp3. Si precipitarono allora verso un mblog variopinto sul quale spiccava la scritta “Fluxblog”. Questi li accolse con If it’s not with you dei Phoenix, con Brown girl in the ring dei Kiiiii! e molti altri mp3. Soprattutto si dilungò su Luxurious di Gwen Stefani, il cui album era stato in quei giorni massacrato dalla critica. Fluxblug sosteneva invece che le stroncature erano in parte immeritate, e che non era un caso che fossero state tutte scritte da uomini. La teoria di fluxblog era che questo disco esibisse un tipo di femminilità considerata immorale e per questo fosse stato preso di mira: l’insistenza dei testi su temi come il denaro, il lusso e l’alta moda erano una provocazione inaccettabile per i benpensanti del rock. Allo stesso modo, la levigatezza glamourosa delle musiche (affidate a produttori di grido) era quanto di più musicalmente scorretto si potesse immaginare all’epoca. La critica musicale amava le cantanti che facessero una ben determinata parte: quella della ragazza della porta accanto, appartenente alla working class, onesta, etica, etnica, intelligente, ribelle, di sinistra e imparanoiata. Queste erano le ragazze di serie A. Gwen Stefani si calava nel personaggio opposto, di fronte al quale la reazione del maschio era di insicurezza e inadeguatezza: che poi, secondo fluxblog, sfociava nella rimozione e nel considerarle ragazze di serie B.

 

Fra queste reazioni stizzite della critica, l’mblogger citava questa apparsa su «Entertainment Weekly»:

 

Each extravagant, overstuffed track feels as if it had been conceived as a mega-budget music video, not a song. How appropriate, since expensive videos were hallmarks of the '80s and the album is intented to salute the music of Stefani's Reagan-era youth.

 

Ma come – si chiedeva dunque Fluxblog – quest’uomo non aveva mai guardato Mtv o un qualsiasi altro canale musicale negli ultimi vent’anni? Come si faceva ad essere così ipocriti da addebitare la filosofia del mega-budget interamente alla reagan era? Onestamente, concludeva fluxblog, bisognava piuttosto prendere atto che il pop e il denaro non erano mai stati così intrecciati come adesso: Gwen Stefani semplicemente rendeva plateale questo rapporto, mentre altri lo occultavano.

 

Quel giorno fluxblog doveva sentirsi particolarmente polemico, perché si mise a sfottere pitchfork per avere rifilato uno zero spaccato al disco di Travis Morrison (ex Dismemberment Plan). Secondo fluxblog, ricevere questo voto da pitchfork doveva essere un titolo di onore: “se ispiri una simile bile reazionaria da parte dell’ortodossia indie, significa che certamente stai facendo una cosa interessante”. Inoltre secondo l’mblogger il bello del pop era anche il suo carattere effimero: c’era invece troppa gente che pretendeva dalle canzoni che fossero “classiche” e “senza tempo”. Ma sono gli oggetti di qualità quelli che ti durano nel tempo: la musica invece non è un oggetto, bensì qualcosa di immateriale che deve darti piacere qui ed ora.

 

Fu sentendo tutte quelle cose che un agente della riaa, capitato lì per caso, impallidì; s’asciugò la fronte con un fazzoletto e pensò: “Che mi sta succedendo? Non m’era mai capitato nulla di simile”. E a quel punto l’aria torrida s’addensò dinanzi a lui, e da quest’aria si materializzò un mblogger diafano dall’aspetto oltremodo strano. Fattosi ancora più pallido, l’agente della riaa sgranò gli occhi e pensò, in preda allo sgomento: “Non è possibile!”. Invece lo era: fu allora che il terrore si impadronì di lui a tal punto che questi chiuse gli occhi. E quando li riaprì, vide che era tutto finito, il miraggio s’era dileguato, l’mp3 era già stato cancellato e anche l’ago spuntato era schizzato via dal cuore. Tentò di ridere, ma nei suoi occhi faceva ancora capolino l’ansia, e gli tremavano le mani.

 

A quel punto, come ben si capisce, sotto i tigli calò il silenzio. Gli altri mblogger notarono quello strano tipo, e subito fluxblog capì: «Ecco come stanno le cose», prese a sussurrare dopo aver trascinato gli altri da parte «questo qui non è un mblogger come noi, ma una spia della riaa che sta cercando di infiltrarsi tra di noi». «Pensi davvero?» bisbigliarono allarmati, e tra sé e sé pensarono: “Forse hai proprio ragione…”.

 

Allora subito decisero di dileguarsi, ma fluxblog annunciò senza la minima logica: «Stasera ai Patriarsie ci sarà una grande mblog festa!». Infatti dopo un po’ gli mbloggers cominciarono ad adunarsi. Era l’ora in cui tutti i giorni si concentrava la massima associazione degli m-blogger, nota con la sigla di M-ASSOLIT. La riunione cominciò. Mentre tutti felici guardavano il Grey video, tratto dal mashup grigio fra Beatles e Jay-Z, nella luce del sole LicketySpit si materializzò nella canicola densa. Dapprincipio raccontò di essere stato a un concerto di the Roots, e di esserne rimasto inorridito: 28 pounds per sentire un basso che soffocava tutti gli altri strumenti, lanciandosi ogni tanto in assoli di dieci minuti. “Sembrava un cazzo di provino”, fu la sdegnosa conclusione dell’mblogger.

Per consolarsi della delusione, LicketySpit ascoltò allora un po’ di mp3. Iniziò con l’hip hop dei Ghostface Killah. Confessò inoltre di avere un debole per “le band sfigate degli anni ‘60”, e in particolare per Ride my see-saw dei Moody Blues. A questo pezzo seguì Bye rhodsy, che invece era una novità dall’album Pure trash dei Dosh. I Dosh incidevano per l’etichetta Anticon, che a parere dell’mblogger era troppo dedita agli avanguardismi: “non bisognerebbe dimenticarsi che c’è gente che ascolta”, soggiuse LicketySpit.

L’ultima musica che ascoltò fu Panis et circenses degli Os Mutantes: un vecchio brano che proveniva dal Brasile, e che all’mblogger piaceva molto.

 

Sulla Bronnaja avevano già acceso i fanali, e sotto i tigli dei Patriarsie riluceva una luna dorata. E alla luce sempre ingannevole della luna 20JazzFunk fece sentire un pezzo degli Oneida, Caesar’s column, che considerava una delle migliori cose sentite quell’anno.

 

All’uscita del vicolo Patriarsie spuntò un gatto grasso come un maiale, nero come la fuliggine o come una cornacchia, e con audaci baffetti da cavalleggero. A quel punto, proprio accanto all’uscita sulla Bronnaja, da una panchina s’alzò RoyalMusic. Questi elogiò l’etichetta Plug Research, dalla quale prese un pezzo electro hip hop di Thomas Fehlmann.

 

Intento a seguire i movimenti del lurido gatto, dalla Spiridonovska sopraggiunse allora TeachingTheIndieKids; disse che a suo parere c’era una caratteristica dominante nell’indie-rock attuale, e questa caratteristica era la tensione. Era una tendenza iniziata con gli Interpol, e proseguita poi con !!!, Arcade Fire e Panthers. Alla lista, l’mblogger aggiungeva i Fatales, dei quali ascoltò Ministry of defense (tratto dal loro ep di debutto Pretty in pixels).

L’mblogger parlò poi di Emiliana Torrini, preferendola addirittura a Joanna Newsome: ascoltò un pezzo intitolato Nothing brings me down.

TeachingTheIndieKids concluse quindi il suo post con un travolgente pezzo dei Kleptones, che – come il nome lasciava intendere – rubavano qua e là pezzi di canzoni: in particolare qui rapinavano i Queen e Afrika Bambaata.

 

I Kleptones suscitarono l’entusiasmo dell’uditorio, ma su Joanna Newsome si scatenò il dibattito. La Newsome era infatti una delle più adorate esponenti dell’avant folk, e gli mbloggers non ci stavano a confonderla con un’Emiliana Torrini qualsiasi. Stereogum prese subito la parola per proferire la sua ferma convinzione: “EVERYONE <3 JOANNA NEWSOME”. E per dimostrarlo, fece ascoltare tre suoi pezzi: The book of right on, Peach plum pear e What we have known. Non si capiva all’epoca se davvero l’avant folk piacesse a tutti, oppure se la gente facesse finta di ascoltarlo per paura di sembrare out. Le ballate celtico-appalachiane della Newsome mandavano in visibilio persino i Modest Mouse; ma anche questo non era necessariamente un punto a favore, perché i MM erano dei noti palloni gonfiati.

 

All’ombra dei tigli BedroomDancing ascoltò Silver dei Pixies, irriconoscibile nella versione dance ad opera di Mike De Santo. In quel momento, a molti sembrò di intravedere un punto di contatto fra Pixies e Postal Service.

 

VinylMine fece un post molto accurato nel quale cercava di togliere dall’oblio lo sfortunato Mike Wran. Dopo un breve periodo di attenzione nel 1986, nessuno aveva più parlato di lui. Finchè non arrivarono gli mblogs: VinylMine parlò in termini entusiastici dell’album do it yourself di debutto (che fu anche l’ultimo), Parallel sky, dal quale fece ascoltare tre pezzi. Altri se ne potevano trovare qui.

A quel punto, i gabbiani spiccarono il volo dai tigli sotto ai quali sedevano gli mbloggers.

 

Muovendo gli occhi lungo gli stagni Patriarsie, MPC affrontò allora un tema per appassionati: la distinzione terminologica fra garage, dubstep, electro-step e l’allora nascente grime. C’era molta confusione perché le compilations di grime contenevano tracce che in realtà non erano grime ma dubstep.

MPC definì electro-step lo stile creato da Mark One e da Plasticman, che a loro volta si stavano però evolvendo verso ciò che si poteva definire come industrial grime. Nel complesso, però, i due erano generalmente ritenuti estranei alla scena grime.

Il dubstep era un termine nato qualche anno prima per descrivere i set di Dj Hatcha: “sparse drums, intoxicating sub bass, reggae samples and dubbed out feel”. Dal dubstep a sua volta si erano generate ramificazioni dal nome bizzarro come FWD sound, fuckstep, sub step e addirittura ongy bongy.

MPC concludeva il suo post con un dizionarietto del grime, nel quale spiegava il significato di sublow, eski ed 8 bar.

Il blog di HotflushRecords faceva quindi sentire un po’ di questa dubstep.

 

Non sfuggì agli mbloggers l’articolo del «Guardian» nel quale si certificava impietosamente la decadenza della scena dance. Mentre negli anni ’90 la dance era stata il passaporto per entrare nella controcultura più hip, l’eccessiva esposizione e sponsorizzazione che ne era seguita (a un certo punto sembrava diventato impossibile vendere una macchina o un profumo senza un sottofondo big beat) aveva finito per togliegli vitalità. Ora, ufficializzando in qualche modo questa decadenza, perfino i Brit Award decidevano di abolire la categoria Best Dance Act. La crisi era del resto evidente da tempo: negli ultimi due anni avevano chiuso i battenti già tre riviste dedicate (Muzik, Ministry e Jockey slut), e lo stesso tempio del Ministry Of Sound stava perdendo colpi. Con questo smacco si chiudeva definitivamente l’era dei Prodigy, di Fatboy Slim, degli Orb, degli Underworld, di Aphex Twin e dei Chemical Brothers. La dance ritornava alle sue radici underground; il che, per certi versi, poteva anche segnare l’inizio di una rinascita. Dopo la lunga notte nella quale sembrava che l’intero futuro della musica stesse cambiando, arrivava l’alba: e anche gli ultimi ravers lasciavano la pista, mentre l’effetto dell’ecstasy terminava.

 

Dopo tutto questo parlare di dance, TheMysticalBeast si rese immediatamente conto di quello che bisognava fare: appoggiandosi allo schienale di una panchina, cambiò completamente l’atmosfera. Raccontò infatti la storia della Skyband, un gruppo che si ispirava ai Bee Gees però in versione country. L’mblogger fece sentire numerosi saggi della loro musica raccapricciante.

 

Ospiti di Stypod, alla riunione del M-ASSOLIT intervennero quindi i Cansecos: proposero Still life dei Russian Futurists, Fly di Vast Aire, Gimmesumdeath di the Leak Brothers e I wonder if I take you home di Girlsareshort. Quest’ultima era una cover (irreperibile) di un pezzo dance anni ’80, ed era anche l’ultima cosa realizzata dal gruppo prima che si sciogliesse. I Russian Futurists erano invece completamente sconosciuti; gli mbloggers si divertirono molto ascoltando Still life, il cui testo iniziava così:

 

Are you getting the sense that your days are numbered, but still hoping they end fast?

Is it consolation to know that it will end; you just have to be patient

I don't mean to be bleak but that's the sense that I get when we speak

I don't like to showboat because everything that I've done, you co-wrote

I scored a film on a notepad; you're in the credits so you should know that

In subtitles I wrote that "Oh I Love You, How I love You"

When I die, put a ring on your finger, you were always mine

And we both know we're just painted on canvas but it's still life

 

Molti altri mblogger fecero sentire musica all’ombra dei tigli. Un articolo sul «San Francisco Bay Guardian», che stroncava senza pietà una performance dei Guided By Voices, fece digrignare i denti a Entroporium. Swen fece ascoltare come al solito l’elettronica di avanguardia, con Frank Bretschneider e Alva Noto. 3Hive introdusse l’indie pavementista dei Preston School Of Industry, il gruppo del cantautore Spiral Stairs. Il pezzo più apprezzato fu Falling away.

AngelsTwenty